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Pianura Padana, GELO senza NEVE: ecco perché non Nevica più da anni in Val Padana

Il gelo non basta più: la neve diserta la Pianura Padana, prigioniera di inverni sempre più secchi e anticiclonici.

Il mese di gennaio 2026 si avvia verso la conclusione, lasciandosi alle spalle una delle fasi più gelide degli ultimi anni sul territorio italiano. Eppure, nonostante l’irruzione artica continentale che ha investito gran parte dell’Europa centrale e meridionale, la Pianura Padana è rimasta pressoché all’asciutto, con precipitazioni nevose quasi del tutto assenti, eccezion fatta per una significativa nevicata in Emilia Romagna, con accumuli degni di nota che non si vedevano dal febbraio 2018. Un episodio isolato, che non è bastato a colmare il vuoto lasciato da un inverno che, ancora una volta, ha deluso le aspettative degli appassionati di neve del Nord Italia.

Il motivo di questa persistente assenza di nevicate non va cercato nella mancanza di freddo, elemento che quest’anno non è affatto mancato: le temperature minime in Val Padana sono spesso scese sotto i -5°C, con estese gelate, galaverne e banchi di nebbia congelantesi. Il problema è strutturale e riguarda la configurazione barica e la dinamica delle correnti in quota, fattori determinanti nella genesi e nella distribuzione delle precipitazioni.

Durante l’ondata gelida di gennaio 2026, l’asse della saccatura artica si è proiettato verso sudest, scavando un’ampia depressione centrata tra il basso Tirreno e lo Ionio. Questa struttura ha innescato un richiamo umido meridionale che ha alimentato precipitazioni diffuse, talora nevose anche a quote collinari, su gran parte del Centro-Sud, specie lungo il versante tirrenico. Il Nord Italia, invece, si è trovato ai margini del sistema depressionario, penalizzato da una duplice condizione sfavorevole: da un lato, il posizionamento periferico rispetto al minimo barico, dall’altro, l’effetto di sottovento indotto dalla catena alpina rispetto alle correnti da est e sudest.

Questa combinazione ha determinato un quadro sinottico caratterizzato da cielo sereno o poco nuvoloso, umidità atmosferica estremamente bassa e condizioni di stabilità diffusa. Anche in presenza di masse d’aria di matrice siberiana o artica continentale, la Pianura Padana non può ricevere nevicate se non si verifica un’efficace interazione tra aria fredda preesistente al suolo e aria mite e umida in scorrimento sopra di essa (il cosiddetto overrunning). Senza questa dinamica, il potenziale termico resta inespresso, e le precipitazioni, se presenti, sono del tutto assenti o localizzate in forma di nebbia gelata o deboli sfiocchettate da strato basso, insufficienti per produrre accumuli significativi.

È ormai evidente, sul piano climatologico, che gli inverni padani stanno attraversando un processo di trasformazione. Le grandi nevicate in pianura sono divenute eventi rari e dipendenti da configurazioni bariche molto particolari, sempre più infrequenti nel contesto attuale. Il progressivo indebolimento degli scambi meridiani, l’aumento dell’anticiclonalità sull’Europa occidentale e il mutamento delle traiettorie cicloniche contribuiscono a ridurre le condizioni favorevoli per nevicate diffuse a bassa quota nel Nord Italia. Le irruzioni fredde continuano ad arrivare, talvolta anche con caratteristiche di notevole intensità termica, ma sempre più spesso mancano della componente dinamica necessaria alla formazione di precipitazioni consistenti.

In definitiva, non basta più il freddo per avere la neve in Pianura Padana: servono depressioni collocate strategicamente, sovrascorrimenti umidi ben organizzati e una sinergia atmosferica che, negli ultimi anni, si sta facendo sempre più elusiva. L’assenza prolungata della neve in Val Padana, ormai ricorrente negli ultimi inverni, rappresenta il sintomo visibile di un cambiamento profondo nelle dinamiche meteorologiche continentali, che mette in discussione la frequenza e la natura stessa degli episodi invernali nel cuore dell’Italia settentrionale.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!