Una doppia scossa sismica ha colpito l’Emilia-Romagna nella mattinata di martedì 13 gennaio 2026, facendo tremare la terra e risvegliando la memoria di eventi ben più drammatici nella regione. La prima scossa, registrata alle 09:27, ha avuto una magnitudo di 4.3 con epicentro localizzato a circa 7 chilometri a sud-ovest di Russi (provincia di Ravenna), a una profondità di 23 chilometri. Solo due minuti dopo, alle 09:29, una seconda scossa, leggermente inferiore ma comunque significativa (magnitudo 4.1), è stata rilevata a 8 chilometri a est di Faenza, con un ipocentro situato a 22 chilometri di profondità.
>>Scossa di magnitudo 4.1 a Ravenna: tutti i dettagli
I comuni più vicini agli epicentri tra cui Russi, Cotignola, Faenza, Forlì, Bagnacavallo e Solarolo hanno chiaramente avvertito il sisma, con segnalazioni di tremori durati alcuni secondi e avvertibili anche ai piani bassi delle abitazioni. Numerosi cittadini sono scesi in strada, spaventati ma illesi. Al momento non risultano danni a persone o edifici, né interruzioni significative dei servizi. I vigili del fuoco e la protezione civile hanno avviato controlli di routine su infrastrutture sensibili, scuole e ospedali, senza rilevare criticità.
Le due scosse, molto ravvicinate nel tempo e nello spazio, sono il segnale di una riattivazione momentanea della sismicità locale lungo le faglie dell’Appennino settentrionale, un’area già nota per la sua vulnerabilità geologica. L’Emilia-Romagna, pur non essendo tra le regioni a massima pericolosità sismica, ha storicamente conosciuto eventi rilevanti, come dimostrano i terremoti del 2012 nel Modenese. Gli ipocentri relativamente profondi, in questo caso, hanno probabilmente contribuito a contenere gli effetti distruttivi al suolo, pur rendendo le scosse ampiamente percepibili.
>>Scossa di magnitudo 4.3 a Ravenna: informazioni e dati aggiornati
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sta monitorando l’evolversi della situazione e ha confermato che si tratta di eventi distinti, ma potenzialmente legati a una stessa dinamica tettonica locale. Non si esclude la possibilità di repliche nelle ore o nei giorni successivi, sebbene al momento non siano stati registrati ulteriori movimenti significativi.
In una regione dove la memoria sismica è ancora viva, l’episodio di oggi ha riportato all’attenzione pubblica l’importanza della prevenzione, dell’adeguamento antisismico degli edifici e della diffusione della cultura del rischio. Le autorità locali hanno invitato la popolazione alla calma, ricordando le corrette norme di comportamento in caso di scossa e la necessità di non intasare le linee di emergenza. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
