La NAS Sigonella ha inviato lo scorso 28 febbraio un avviso di allerta al personale e alle famiglie tramite l’app AtHoc, invitandoli a “restare attenti” e a mantenersi vigili. Il messaggio precisava che “al momento non ci sono minacce specifiche e credibili” e che il livello di allerta è rimasto invariato. Nello stesso giorno, il ministro della Difesa Guido Crosetto, rispondendo a una domanda del senatore del Pd Alessandro Alfieri in Senato, ha dichiarato che “per ora non c’è nessuna richiesta di utilizzo, ci sono spostamenti standard”.
Le dichiarazioni del ministro arrivano in un contesto internazionale di crescente tensione, con alcuni Paesi europei che hanno già preso le distanze da possibili operazioni militari statunitensi nell’area del Medio Oriente. La Spagna ha annunciato che non fornirà supporto all’operazione Usa-Israele contro l’Iran, mentre la Gran Bretagna ha precisato che nessun aereo di supporto partirà dalla propria base a Cipro. L’Italia, per il momento, si limita a confermare l’assenza di richieste ufficiali.
La base di Sigonella rappresenta uno dei nodi strategici più rilevanti del Mediterraneo. Fornisce supporto operativo, logistico e di comando alle forze Usa e Nato che operano tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Ospita tra i suoi assetti i pattugliatori marittimi P-8 Poseidon e i droni MQ-4C Triton, oltre a unità della U.S. Space Force impegnate nell’early warning contro minacce missilistiche. La struttura condivide il sedime con l’Aeronautica Militare Italiana, una coabitazione che amplifica le capacità operative ma richiede un coordinamento costante con le autorità italiane.
Il sistema AtHoc, citato nell’avviso del 28 febbraio, è lo strumento di notifica di massa adottato da molti comandi del Dipartimento della Difesa statunitense. Attraverso pop-up su computer, messaggi SMS, chiamate vocali e notifiche via app, consente di raggiungere in pochi minuti il personale e i familiari registrati. Il suo valore risiede nella capacità di garantire informazioni ufficiali tempestive, riducendo il rischio di disinformazione da canali informali.
La base opera secondo le Force Protection Condition (FPCON), una scala di allerta del Pentagono articolata in cinque livelli: Normal, Alpha, Bravo, Charlie e Delta, ciascuno con misure di sicurezza progressivamente più stringenti. Fonti locali ufficiali hanno in passato indicato per Sigonella uno stato “Alpha Plus”, una variante che segnala una postura prudenziale rafforzata senza un formale innalzamento di livello. L’avviso del 28 febbraio ha chiarito che tale livello non è stato modificato.
In caso di eventuale innalzamento dell’allerta, i cambiamenti sarebbero percepibili anche all’esterno: accessi più selettivi, ispezioni più rigide sui veicoli in ingresso, chiusura di varchi secondari, riduzione degli eventi non essenziali e attivazione dei piani di continuità operativa per le funzioni amministrative. Misure già collaudate in passato, progettate per mantenere la base pienamente funzionante senza esporre inutilmente il personale e le famiglie residenti nell’area. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
