Con la scomparsa di Valeria Fedeli, avvenuta il 14 gennaio 2026 all’età di 76 anni, se ne va una protagonista della storia sindacale e politica italiana degli ultimi cinquant’anni. Nata a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 29 luglio 1949, Fedeli ha attraversato le stagioni più complesse della rappresentanza del lavoro e della politica istituzionale, mantenendo sempre saldo il filo rosso dell’impegno per i diritti e la parità di genere.
La sua carriera inizia nei primi anni Settanta nella CGIL, in un’epoca segnata da profonde trasformazioni sociali. Nel 1996 entra nella segreteria nazionale della FILTEA-CGIL, il sindacato dei lavoratori del tessile e dell’abbigliamento, che guiderà come segretaria generale per un decennio, dal 2000 al 2010. Figura di rilievo anche a livello internazionale, tra il 2001 e il 2012 è presidente del sindacato tessile europeo FSE:THC. L’approdo in Federconsumatori nel 2012, come vicepresidente, testimonia la continuità del suo impegno a tutela dei cittadini nei loro diritti economici e sociali.
Nel 2013 Fedeli compie il passo verso la politica parlamentare, eletta senatrice nelle file del Partito Democratico. Ricopre il ruolo di vicepresidente del Senato e, per alcune settimane nel 2015, assume anche la presidenza provvisoria dell’Aula. La sua figura emerge con maggiore forza a livello nazionale quando, nel dicembre 2016, viene nominata Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel governo guidato da Paolo Gentiloni. In quella veste promuove iniziative mirate a rafforzare la centralità della scuola pubblica, tra cui l’introduzione del divieto dell’uso dei cellulari in classe e l’estensione dell’insegnamento della filosofia agli istituti tecnici.
Rieletta al Senato nel 2018, non viene ricandidata alle politiche del 2022, ma resta un punto di riferimento nel dibattito pubblico sui temi della scuola, della parità e del lavoro. Da sempre femminista convinta, è stata tra le fondatrici del movimento “Se non ora, quando?”, nato per contrastare la deriva sessista della rappresentazione delle donne nella società e nelle istituzioni italiane.
Valeria Fedeli lascia il marito Achille Passoni, ex senatore e dirigente del PD. Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati da esponenti politici e del mondo sindacale: tra questi quello di Piero Fassino, che l’ha definita “una donna coraggiosa, sempre in prima linea in ogni battaglia per l’affermazione dei diritti dei lavoratori, delle donne, dei giovani, dei cittadini”. La causa della morte non è stata resa pubblica, ma i familiari hanno parlato di una malattia “inesorabile e feroce”.
Con Valeria Fedeli scompare una voce lucida, determinata e coerente. La sua presenza nelle istituzioni e nei luoghi della rappresentanza ha incarnato una forma alta di servizio pubblico, fondata su una visione progressista e su un’idea di politica come strumento di giustizia sociale. Il suo percorso resta una testimonianza concreta di come si possa costruire un’identità politica radicata nel lavoro, nella cultura dei diritti e nel rispetto delle differenze. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
