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Meteo, NEVE abbondante da venerdì 16: accumuli oltre i 50 cm su queste aree

Dalle Alpi Marittime alla Valle d’Aosta, arriva una nevicata che potrebbe cambiare il volto dell’inverno: ma con la bellezza della neve, cresce anche il pericolo valanghe.

A partire da venerdì 16 gennaio, una nuova e ben strutturata fase perturbata interesserà l’arco alpino occidentale, determinando un marcato peggioramento delle condizioni meteorologiche, con precipitazioni nevose estese e persistenti fino a quote di media montagna. Il transito di diversi fronti atlantici, accompagnati da aria fredda in quota e da un flusso umido nei bassi strati, creerà le condizioni ideali per nevicate copiose, specie tra Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia occidentale. Secondo le ultime elaborazioni modellistiche, si stimano accumuli superiori ai 50 cm già entro la serata di sabato 17, con picchi localmente anche maggiori oltre i 1500 metri di quota.

I settori maggiormente coinvolti saranno le Alpi Cozie e Graie, le Pennine e parte delle Alpi Marittime. Tra le località più esposte, Prato Nevoso, Sestriere, Breuil-Cervinia e Courmayeur, dove l’intensità delle precipitazioni potrebbe dare luogo anche a bufere di neve, in particolare durante le ore centrali della giornata di sabato, quando il gradiente barico risulterà più marcato.

Le nevicate interesseranno inizialmente quote superiori ai 1000-1200 metri, ma con l’approfondimento della saccatura atlantica e l’afflusso di aria più fredda, la quota neve tenderà a calare, attestandosi localmente anche sotto i 1000 metri entro domenica mattina, specie nelle valli interne e nei fondovalle chiusi.

Le simulazioni ad alta risoluzione indicano che gli accumuli più consistenti si avranno sulle dorsali esposte a sud-ovest, dove l’orografia favorirà l’innesco di precipitazioni stazionarie e persistenti. In particolare, le Alpi Liguri e Marittime potranno ricevere fino a 60-70 cm di neve fresca in 48 ore, mentre sulle Cozie e sulle Pennine non si escludono punte superiori al metro a quote superiori ai 2000 metri. Tali quantità, cadendo in un intervallo temporale ristretto, rappresentano un fattore di rischio significativo per la stabilità del manto nevoso.

È proprio sotto questo profilo che emerge la maggiore criticità di questo episodio: il repentino aumento del carico nevoso, unito a una base preesistente spesso disomogenea, potrà generare condizioni di instabilità marcata nei pendii innevati. L’innesco spontaneo o provocato di valanghe risulterà probabile, specie nelle aree sopra i 1800 metri e nei versanti sottovento. Il bollettino nivometeorologico emesso dal servizio Meteomont e dalle Arpa regionali indica un rischio valanghe in rapido aumento, con livello 3 (marcato) in estensione verso il livello 4 (forte) nel corso del fine settimana.

Le condizioni meteo resteranno instabili anche nei giorni successivi, con nuove nevicate previste tra lunedì e martedì, a conferma di un pattern meteorologico dominato da correnti atlantiche umide e instabili. La visibilità potrà risultare fortemente ridotta durante i fenomeni più intensi, e non si escludono temporanee chiusure di valichi alpini e strade di alta quota, specie laddove gli accumuli nevosi saranno più abbondanti. Si raccomanda massima cautela per gli spostamenti in montagna e si invita ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dalle autorità locali e dai bollettini meteo-nivologici ufficiali.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!