A pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, la situazione nivometeorologica sulle località interessate – da Bormio a Livigno, passando per Predazzo e Cortina d’Ampezzo – si presenta decisamente anomala per il periodo. Le montagne olimpiche, a metà gennaio, risultano ancora prive di un manto nevoso naturale significativo. Le condizioni attuali obbligano gli organizzatori a fare affidamento esclusivo sull’innevamento artificiale, che tuttavia ha subito un rallentamento a causa delle temperature sopra media registrate nella prima metà del mese.
Il recente episodio di riscaldamento anomalo, in linea con un pattern meteorologico dominato da promontori subtropicali in quota e flussi occidentali umidi al suolo, ha infatti innalzato la quota dello zero termico ben oltre i 2.000 metri. Questa configurazione ha limitato l’operatività dei cannoni sparaneve, che necessitano di temperature inferiori ai -2 °C per un funzionamento ottimale. Tuttavia, all’orizzonte si profila un cambiamento favorevole.
A partire da domenica 18 gennaio, è atteso un deciso calo termico per l’ingresso di masse d’aria più fredde di matrice artica, che determineranno un abbassamento progressivo dello zero termico fin verso i 1.200–1.400 metri. Questo permetterà la riattivazione diffusa degli impianti di innevamento programmato, con la possibilità di produrre ingenti quantitativi di neve tecnica, preziosi per la preparazione delle piste olimpiche.
Sul fronte della neve naturale, i modelli previsionali a medio termine (GFS ed ECMWF) cominciano a segnalare, seppur con cautela, una possibile evoluzione più favorevole attorno al 27–28 gennaio. In quella finestra temporale si delinea l’ingresso di una depressione atlantica strutturata, associata a un flusso umido sudoccidentale e a un generale calo delle temperature in quota. La combinazione di questi fattori potrebbe determinare nevicate più consistenti, soprattutto tra le Dolomiti e l’Alta Valtellina, portando un primo vero episodio nevoso della stagione sulle montagne olimpiche. Tuttavia, la predicibilità resta ancora bassa, e l’asse ciclonico potrà variare nei prossimi aggiornamenti.
Per ora, l’ipotesi più probabile resta quella di un avvio dei Giochi su piste perfettamente innevate grazie alla tecnologia, ma circondate da paesaggi solo parzialmente imbiancati, con un manto naturale ancora frammentario. Anche Cortina, che storicamente beneficia di un microclima più favorevole alle nevicate, rimane in attesa di segnali più concreti dal cielo.
Curiosamente, qualche timido segnale di instabilità arriva persino per Milano, dove i modelli attribuiscono una probabilità del 20% a possibili nevicate tra fine gennaio e inizio febbraio. Sarebbe un evento raro, considerato che il capoluogo lombardo non registra una nevicata significativa dal 2019, anche per effetto dell’urbanizzazione intensa e dell’estensione della cosiddetta isola di calore urbana, che rende ormai difficile il mantenimento delle condizioni termiche idonee per la neve.
In conclusione, le prospettive immediate restano dominate dall’innevamento artificiale, in attesa di un cambio di passo atmosferico che possa restituire alle montagne olimpiche un inverno più conforme agli standard storici, tanto auspicato da tecnici, atleti e appassionati. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
