Scarica l'App NewsRoom.
Non perderti le ULTIME notizie e le ALLERTA METEO in tempo reale.

Scarica GRATIS

NO! La Rai non ha censurato l’uomo Vitruviano di Leonardo, l’ennesima fake news

Nessuna censura dell’Uomo Vitruviano nella sigla di Milano-Cortina 2026: la grafica non è prodotta dalla Rai.

Non c’è stata alcuna censura dell'”Uomo Vitruviano” di Leonardo da Vinci nella sigla dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. E soprattutto non c’è stato alcun intervento della Rai sulla grafica ufficiale dell’evento. La precisazione dell’azienda di Viale Mazzini arriva netta, dopo l’ennesima polemica costruita su presupposti inesistenti e alimentata da ricostruzioni superficiali.

Secondo quanto chiarito dalla Rai, la sigla e l’intero pacchetto grafico dei Giochi non sono prodotti dal Servizio Pubblico italiano. La regia internazionale e la produzione audiovisiva delle Olimpiadi sono affidate a Olympic Broadcasting Services, struttura ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale che realizza e distribuisce i contenuti a tutte le emittenti detentrici dei diritti nel mondo. Si tratta di un sistema rigidamente regolato: il segnale viene fornito in maniera identica a ogni broadcaster, che è tenuto a trasmetterlo secondo standard condivisi e senza possibilità di modifica.

Non è la prima volta che si assiste a un simile cortocircuito informativo. Già in occasione delle polemiche su una presunta censura dell’artista Ghali durante una cerimonia olimpica, si era dovuto ribadire che la Rai si limita a diffondere il feed internazionale, senza alcun potere di intervento sui contenuti prodotti da OBS. Eppure, nonostante la chiarezza delle dinamiche produttive, si continua ad attribuire all’emittente pubblica scelte creative che non le competono.

Colpisce, in questa vicenda, la leggerezza con cui alcune testate tra cui Open, Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, La Stampa ecc.. hanno montato un caso mediatico privo di fondamento tecnico. Bastava una verifica elementare sul funzionamento della macchina olimpica per comprendere che la Rai non realizza né la sigla né la grafica ufficiale dei Giochi. Confondere il ruolo di host broadcaster internazionale con quello di emittente nazionale che trasmette il segnale significa non conoscere – o ignorare – le basi dell’organizzazione televisiva di un evento globale.

Il risultato è una narrazione distorta che alimenta sospetti infondati e contribuisce a generare disinformazione su un meccanismo produttivo trasparente e regolato a livello internazionale. In un contesto in cui il dibattito pubblico è già fortemente polarizzato, la responsabilità dell’informazione dovrebbe tradursi in rigore, verifica delle fonti e conoscenza dei processi. Quando questo non accade, il rischio è quello di trasformare una normale procedura tecnica in un caso politico inesistente. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!