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Influenza, quasi 11 milioni di italiani a letto: Valle d’Aosta al picco

Nell’ultima settimana 550mila nuovi casi. Le proiezioni parlano di 16 milioni di contagiati entro maggio. Gli esperti: fondamentale curare il microbiota intestinale e seguire le buone pratiche di prevenzione.

L’Italia è stretta nella morsa dell’influenza stagionale con quasi 11 milioni di persone colpite dall’inizio dell’epidemia e quasi 550.000 nuovi casi registrati solo nell’ultima settimana. Le proiezioni indicano che fino a maggio il virus colpirà complessivamente 16 milioni di italiani, di cui quasi 2 milioni saranno bambini fino ai 14 anni.

Rispetto alla settimana precedente l’indice di incidenza medio è sceso da 10.1 a 9.7 casi ogni 1.000 assistiti, segnalando un primo rallentamento della diffusione del virus. Tuttavia la situazione rimane critica in diverse regioni, con la Valle d’Aosta che ha raggiunto il picco stagionale già dalla settimana 43 del 2025, registrando ora un impressionante 17.2 punti con una crescita di 7.6 punti in una sola settimana.

Anche Campania e Basilicata mostrano difficoltà nel contenere la diffusione dell’influenza, con indici rispettivamente di 15.1 e 14.5 che le mantengono saldamente nella fascia di intensità media. Al contrario, la Sardegna mostra un netto miglioramento entrando nella fascia di intensità bassa con 7.1 casi ogni mille assistiti, un crollo di oltre 11 punti in sole tre settimane.

In alcune regioni i virus sono particolarmente sotto controllo. La Liguria si conferma la regione più virtuosa con un indice di 7 punti, seguita dalla Sardegna con 7.1. Terza posizione per il Molise, seppur con un lieve rimbalzo da 6.2 a 7.6. Le altre aree al di sotto della media nazionale sono Veneto e Toscana con 7.8 casi, Sicilia con 7.9, Piemonte con 8.2, Lombardia con 8.5 e Umbria con 9.3.

Secondo Camilla Pizzoni, Direttore Generale di Pool Pharma, oltre alla vaccinazione è fondamentale adottare strategie di sostegno al sistema immunitario, a partire dalla cura del microbiota intestinale. “Il microbiota è un ‘organo’ delicato che va sostenuto con un’alimentazione consapevole. Gli alimenti fortemente processati, industriali e zuccheri raffinati sono dannosi al suo delicato equilibrio”, spiega Pizzoni.

La primaria fonte di sostegno al microbiota risulta un’alimentazione informata, con alcune categorie di cibi particolarmente adatte a creare un ambiente favorevole al suo sviluppo. I cereali integrali come orzo, farro e riso sono di particolare aiuto, così come i legumi. Anche il pesce e la frutta secca, particolarmente diffusa in questa stagione, sono molto utili. Infine gli alimenti fermentati come yogurt e kefir favoriscono l’equilibrio del microbiota intestinale.

“La probiotica, laddove non si riesca a sopperire con la sola dieta, può essere un sostegno fondamentale in questa stagione”, sottolinea Pizzoni. “Il fisico, messo a dura prova dalla forte escursione termica in un periodo di tempo relativamente breve e dal calo delle ore di luce, potrebbe giovare di un periodo di integrazione probiotica per mantenere in salute l’intestino. Un organo fondamentale tanto da essere definito ‘secondo cervello’ e se non in salute responsabile di molti tipi di disturbi non facilmente associabili senza una preparazione adeguata”.

La maggior parte dei contagi avviene nei luoghi affollati perché la trasmissione del virus influenzale avviene principalmente per via aerea con starnuti e colpi di tosse di persone già infette. Non vanno però sottovalutati i veicoli di contagio per contatto, in quanto i virus possono sopravvivere per breve tempo anche su superfici contaminate come tavolini di bar e ristoranti, smartphone, maniglie di luoghi pubblici e sostegni dei mezzi pubblici.

“Per il sostentamento del sistema immunitario l’alimentazione mirata a questo scopo gioca un ruolo fondamentale e nella dieta mediterranea gli italiani possono trovare diversi alleati degli anticorpi”, spiega Camilla Pizzoni. Tra gli alimenti più utili ci sono frutta e verdure ricche di vitamina C come agrumi, kiwi e spinaci, alimenti ricchi di vitamina E come gli oli vegetali di semi e oliva, e cibi ricchi di ferro e zinco come legumi, uova e frutti di mare.

Sotto l’aspetto comportamentale esistono diverse pratiche utili per proteggersi dall’influenza. Oltre alla vaccinazione, è importante mantenere un alto livello di igiene delle mani lavandole accuratamente con sapone, evitare i luoghi affollati nei periodi di picco di diffusione della malattia, prestare attenzione al contatto tra mani e occhi, naso e bocca, vie facili di accesso del virus all’organismo, e favorire le difese immunitarie naturali. Tutte queste pratiche diminuiscono sensibilmente la possibilità di contrarre l’infezione.

Con l’arrivo della primavera si prevede un graduale calo dei contagi, ma fino ad allora gli esperti raccomandano di mantenere alta la guardia e di continuare a seguire le buone pratiche di prevenzione, soprattutto nelle regioni dove l’incidenza resta ancora elevata. La combinazione tra comportamenti corretti, alimentazione adeguata e, quando necessario, integrazione mirata può fare la differenza nel superare indenni questa fase critica della stagione influenzale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!