Un comunicato secco, inequivocabile, quello diffuso da Mediaset all’indomani della messa in onda di Falsissimo, la trasmissione condotta da Fabrizio Corona, andata in onda lunedì 26 gennaio. Il gruppo di Cologno Monzese ha risposto con fermezza alle dichiarazioni ritenute “shock” pronunciate durante la puntata, definendole una vera e propria operazione di disinformazione travestita da libertà d’espressione.
Nel comunicato, Mediaset non si limita a smentire quanto affermato da Corona, ma accusa apertamente una strategia comunicativa basata sulla reiterazione di “falsità gravissime”, costruita con lo scopo di colpire reputazioni personali e aziendali. Si parla di un “metodo” che, secondo l’emittente, non solo distorce i fatti ma alimenta odio, violenza verbale e un clima pericoloso di delegittimazione sociale. Il riferimento è alle accuse circolate sul web e sui social, riprese e amplificate dopo la messa in onda della trasmissione, che avrebbero colpito anche dipendenti, collaboratori e le loro famiglie.
“Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto”, scrive Mediaset, rimarcando una distanza netta tra libertà di stampa e utilizzo distorto delle piattaforme mediatiche per fini sensazionalistici o vendicativi. L’azienda, quotata in Borsa, sottolinea come la sua risposta non sia solo difensiva, ma improntata a un principio più ampio: la tutela della dignità umana e professionale, anche e soprattutto nei confronti di chi lavora nell’ambito della comunicazione.
La replica si chiude con l’impegno a difendere la propria reputazione in tutte le sedi competenti, legali e istituzionali, per contrastare quella che viene definita una “campagna d’odio mascherata da libertà di parola”. In un momento storico in cui il confine tra informazione e intrattenimento sensazionalistico è sempre più labile, la presa di posizione di Mediaset si inserisce in un dibattito cruciale sulla responsabilità sociale del linguaggio mediatico.
Il Comunicato Integrale
La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone.
Quanto diffuso nelle ultime ore sul web e sulle piattaforme social non solo non ha nulla a che vedere con la verità ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero.
Si tratta della reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso anche le loro famiglie.
Siamo di fronte a un metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo non solo per la verità, ma anche per la dignità umana. Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto.
Mediaset respinge con fermezza menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e ribadisce il proprio impegno a tutelare le persone, gli artisti, i professionisti coinvolti e tutta l’azienda in ogni sede competente, contrastando ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni forma di campagna d’odio mascherata da libertà di parola. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
