Nel terzo episodio della serie YouTube Falsissimo – Il Prezzo del Successo, Fabrizio Corona ha spostato il suo bersaglio da Alfonso Signorini a un’intera galassia di volti noti Mediaset, lanciando accuse e insinuazioni prive di riscontri concreti. Tra i nomi chiamati in causa, con una serie di affermazioni non supportate da alcuna prova, compare anche quello di Gerry Scotti. Secondo l’ex re dei paparazzi, durante gli anni di Passaparola, il popolare conduttore avrebbe intrattenuto relazioni non solo professionali con alcune delle “letterine”, citandone anche i nomi. Una tesi che, oltre a essere priva di riscontri, ha riacceso un dibattito sull’informazione-spettacolo, sulla viralità delle fake news e sul danno reputazionale che possono provocare.
Gerry Scotti ha scelto di non restare in silenzio e, con un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera, ha risposto alle accuse definendole “semplicemente false”. “Mi sopravvalutano ad attribuirmi relazioni con più di trenta ragazze che in un intervallo della loro vita professionale hanno ricoperto il ruolo di ‘letterina’. Basterebbe chiedere a loro, e sono sicuro che all’unanimità direbbero che le dichiarazioni che sono circolate sono false“.
Il conduttore, uno dei volti più solidi e rassicuranti del panorama televisivo italiano, ha espresso amarezza non tanto per se stesso quanto per le ex vallette coinvolte indirettamente. “L’amarezza che provo – ha spiegato – non è solo per me. Nessuno ha pensato alle ragazze. In questo tritacarne mediatico nessuno ha pensato che queste ragazze non sono pupazzi, bambole di pezza. Sono donne che meritano rispetto oggi come allora”.
Con una lucidità rara, Scotti ha spostato l’attenzione sulle conseguenze reali delle fake news, riflettendo sul fenomeno che vede la disinformazione circolare con maggiore forza rispetto alla verità. “Le buone notizie o le verità vengono accolte tiepidamente. A volte passano inosservate, mentre le fake news hanno un riscontro ben più rilevante. Ancora di più lo hanno le menzogne dette per ragioni di lucro”, ha commentato, denunciando la deriva tossica di certi format nati per generare indignazione a colpi di click.
Con oltre 4,5 milioni di visualizzazioni in pochi giorni, Falsissimo ha già ottenuto una vasta eco sui social, dividendo il pubblico tra chi prende per buone le “rivelazioni” di Corona e chi ne riconosce il meccanismo mediatico costruito ad arte. In questo scenario, Scotti è stato il primo – e finora l’unico – a esporsi pubblicamente contro queste affermazioni, mentre altri, come Alfonso Signorini, hanno scelto la via legale. Mediaset, dal canto suo, ha già smentito ufficialmente quanto riportato nel format di Corona.
Al netto delle polemiche, resta la riflessione sulla responsabilità di chi crea contenuti destinati a milioni di utenti, sulla fragilità della reputazione nell’epoca digitale e sull’impatto che certe narrazioni possono avere non solo sui diretti interessati, ma anche su chi, a distanza di anni, si ritrova suo malgrado a dover spiegare a un figlio adolescente il peso di una bugia che diventa virale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
