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Le strane nubi che anticipano il vento forte, cosa sono le Lenticolari

Sospese come sculture nel cielo, le lenticolari raccontano storie di venti impetuosi e onde invisibili: segni silenziosi di un’atmosfera che si muove ben oltre ciò che appare.

Nel cielo terso che spesso segue una giornata di vento, a volte compaiono nubi dalla forma inconfondibile: lisce, ovali, simili a dischi sospesi nell’aria. Sono le nubi lenticolari, tra i fenomeni più affascinanti dell’atmosfera, ma anche tra i più sottovalutati dal grande pubblico. La loro presenza, infatti, non è solo uno spettacolo visivo: è il sintomo evidente di ciò che accade più in alto, nei medi e alti livelli della troposfera, dove le correnti atmosferiche disegnano dinamiche complesse che condizionano anche ciò che avviene al suolo.

Le nubi lenticolari si formano in condizioni ben precise, quando un flusso d’aria stabile incontra un ostacolo orografico, come una catena montuosa. Se il vento soffia con una componente perpendicolare ai rilievi e ha intensità sufficiente, l’aria è costretta a salire lungo il pendio sopravvento. Ma in un’atmosfera stabile, questa risalita non porta alla formazione di nubi da convezione libera, bensì a un’oscillazione dell’aria che, una volta superato il crinale, scende e risale in una sequenza di onde stazionarie: le cosiddette onde orografiche.

È proprio nel tratto ascendente di queste onde che l’aria si raffredda per espansione fino a raggiungere il punto di saturazione, formando così la nube. Quando poi l’aria ridiscende, si comprime e si riscalda, portando all’evaporazione. Questo ciclo continuo di condensazione ed evaporazione fa sì che la nube rimanga apparentemente ferma rispetto al suolo, anche se in realtà è attraversata da un flusso d’aria molto rapido. La forma “a lente” – da cui il nome – è il risultato di questo moto laminare e ordinato, tipico di situazioni atmosferiche ben stratificate.

Ma non si tratta solo di un fenomeno estetico. Le nubi lenticolari sono un potente indicatore meteorologico. La loro formazione è strettamente legata a un flusso in quota particolarmente energico, spesso associato a venti tesi o forti nei livelli medi e superiori. Per questo motivo, la loro osservazione è cruciale in ambito aeronautico: la presenza di lenticolari può indicare turbolenze significative, in particolare nella zona dei rotori sottovento ai rilievi, dove le onde orografiche si infrangono e generano moti vorticosi.

Anche al suolo le conseguenze non sono trascurabili. Le stesse onde che generano queste nubi possono innescare episodi di vento discendente violento, come il foehn nelle Alpi o i downslope windstorms nelle Montagne Rocciose, che portano raffiche improvvise e potenti in vallate e pianure sottovento. Così, un cielo popolato da eleganti nubi lenticolari può nascondere la firma di una dinamica atmosferica vigorosa, capace di farsi sentire ben oltre le creste montuose.

Le lenticolari, quindi, non sono un’anomalia né una semplice curiosità: sono il segnale visibile di un equilibrio sottile tra rilievi, vento e stabilità atmosferica. Osservarle significa leggere una parte fondamentale del linguaggio del cielo, quel linguaggio che ci parla di ciò che non vediamo ma che, spesso, influenza profondamente il nostro ambiente. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!