Sarà la Luna della Neve a dominare il cielo notturno tra sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio 2026, quando raggiungerà la fase di plenilunio alle 23:09 ora italiana. Si tratta della seconda luna piena dell’anno, in un 2026 che ne conterà ben tredici: un dettaglio che non sorprende gli astronomi, poiché l’anno lunare — composto da circa 354 giorni — è più breve di quello solare, rendendo possibile la presenza di un plenilunio extra.
Il nome “Luna della Neve” risale alle culture dei nativi nordamericani, che associavano il plenilunio di febbraio alle abbondanti nevicate caratteristiche di questo periodo. L’inverno, in particolare nelle regioni settentrionali, era tradizionalmente segnato da freddo intenso e copiose precipitazioni nevose, elementi che hanno ispirato anche altri appellativi come “Luna dell’Aquila Calva”, “Luna dell’Orso” e “Luna del Procione”, legati al comportamento degli animali in questa stagione.
Il plenilunio di febbraio 2026 arriva in un contesto meteorologico che sembra confermare la tradizione: un inverno rigido e nevicate diffuse su vaste aree del continente europeo offriranno scenari di grande suggestione. La luce lunare, riflessa dalla neve al suolo, amplifica l’effetto visivo e dona alle notti un’atmosfera sospesa, quasi irreale. Il momento più spettacolare per osservare la Luna sarà al suo sorgere, verso Est, poco dopo il tramonto del sole. In quell’intervallo noto come blue hour, quando il cielo conserva ancora un riflesso azzurro profondo, il contrasto con il disco lunare sarà particolarmente drammatico.
La qualità dell’osservazione sarà favorita dall’aria invernale, che tende a essere più secca e limpida rispetto ai mesi estivi. A occhio nudo si potrà cogliere tutto lo splendore del plenilunio, ma chi vorrà spingersi oltre potrà affidarsi a binocoli e telescopi per ammirare in dettaglio la superficie lunare, con crateri, altipiani e maria ben visibili.
Ma non è tutto: la notte successiva, lunedì 2 febbraio, la Luna offrirà un ulteriore spettacolo celeste occultando Regolo, la stella principale della costellazione del Leone, una delle più luminose del cielo notturno. L’occultazione — ovvero il momentaneo “spegnimento” di una stella quando viene nascosta dal passaggio della Luna — è un fenomeno raro e affascinante per gli appassionati, tanto che una simile configurazione non si ripeterà prima del 2035.
Il cielo d’inverno, con i suoi silenzi e le sue luci pure, si prepara dunque a offrire uno degli appuntamenti astronomici più evocativi dell’anno. Un invito, per chi può, ad alzare gli occhi e lasciarsi sorprendere. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
