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Meteo, in Pianura Padana ennesimo inverno SENZA NEVE: ecco perché non nevicherà più come in passato

Piogge abbondanti ma quasi nessuna nevicata in pianura: l’inverno 2026 svela un cambiamento irreversibile nei meccanismi del clima padano.

Nel cuore di una stagione che si sta distinguendo per la sua straordinaria dinamicità perturbata, l’inverno 2025-2026 sta mostrando un volto decisamente anomalo per il Nord Italia, e in particolare per la Val Padana. Da settimane il Nord è interessato da una sequenza quasi ininterrotta di passaggi perturbati, con piogge frequenti, localmente insistenti e persino episodi alluvionali in alcune aree. Tuttavia, a fronte di una piovosità ben superiore alla media del periodo, ciò che colpisce e preoccupa è l’assenza quasi totale della neve in pianura.

La dinamica è tanto semplice da spiegare quanto disarmante nella sua ricorrenza: le perturbazioni atlantiche, abbondanti e ben strutturate, arrivano su un terreno termico inadatto. Le temperature, sebbene in alcuni momenti abbiano registrato valori prossimi allo zero al suolo, non sono mai riuscite a garantire lo spessore e la resistenza del cosiddetto cuscino freddo, ovvero quel bacino di aria gelida che in passato stazionava a lungo nei bassi strati della Pianura Padana, favorito dalla chiusura orografica alpina e appenninica.

Il gennaio 2026 ha presentato fasi anche decisamente fredde, con minime diffuse tra -1°C e -3°C in molte località della pianura occidentale e centrale. Tuttavia, i fronti perturbati hanno quasi sempre portato con sé masse d’aria tiepida di richiamo dal Mediterraneo, in particolare dal Mar Ligure, oggi sensibilmente più caldo rispetto alle medie climatiche del secolo scorso. Questo ha determinato una costante erosione del freddo nei bassi strati, traducendo in pioggia ciò che, in condizioni termiche appena più favorevoli, sarebbe stato neve.

Un dato risulta particolarmente eloquente: le isoterme a 850 hPa — un livello standard per la diagnosi termica dell’atmosfera a circa 1300-1500 metri — raramente sono scese sotto i -4°C, soglia minima per garantire nevicate fino in pianura con precipitazioni sostenute. E quando lo hanno fatto, è mancata la sincronia con le precipitazioni. Ne è derivato un quadro frustrante per gli appassionati di neve: giorni e giorni di piogge abbondanti, talvolta con 2 o 3 gradi al suolo, ma nessuna vera nevicata.

Un’eccezione parziale si è registrata sulla Romagna, dove una configurazione barica più favorevole ha permesso un’irruzione fredda ben strutturata tra fine dicembre e inizio gennaio, culminata in una nevicata estesa fino a quote collinari e localmente pianeggianti. Ma si è trattato di un evento isolato, e soprattutto non rappresentativo di un pattern invernale consolidato.

Lo scenario attuale rappresenta il culmine di un trend iniziato già negli anni ’90, acuitosi nel corso dei 2000, e ormai divenuto una costante negli anni 2020: il progressivo riscaldamento delle masse d’aria mediterranee e la rarefazione delle irruzioni fredde di stampo continentale. In passato, le interazioni tra aria gelida dalla Russia e fronti umidi atlantici erano in grado di generare nevicate estese e persistenti anche in pianura. Oggi, quelle stesse configurazioni bariche portano solo pioggia. Paradossalmente più pioggia di un tempo, ma quasi sempre priva del fascino silenzioso dei fiocchi bianchi.

A rendere più chiaro il quadro basta un semplice esercizio meteorologico: se si fossero verificate le condizioni termiche tipiche degli anni ’70 o ’80, le perturbazioni di questo inverno avrebbero potuto generare fino a 7-10 episodi nevosi in pianura. Il fatto che se ne contino zero o uno è la prova tangibile di un cambiamento ormai strutturale.

Il futuro? Secondo le proiezioni dei principali centri climatici europei (ECMWF, Copernicus Climate Change Service), le nevicate in Val Padana non scompariranno del tutto, ma diverranno più rare, più fugaci e localizzate a quote sempre più alte. Le grandi nevicate “a tutta pianura”, come quelle del 1985, 1991 o 2006, diverranno eventi eccezionali, e non più semplici varianti stagionali. La neve, insomma, non è sparita. Ma sta cambiando casa. E forse, in parte, anche identità.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!