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Conad scarica Andrea Pucci dopo la rinuncia a Sanremo: “Se continua così dovrò chiedere l’elemosina”

Dopo la rinuncia a Sanremo 2026 per le polemiche, Andrea Pucci perde anche l’evento Conad. Il comico ironizza: “Se continua così chiederò l’elemosina”.

La vicenda che ha coinvolto Andrea Pucci nelle ultime ore continua a produrre conseguenze che vanno ben oltre la semplice rinuncia al palco dell’Ariston. Il comico milanese, dopo aver fatto un passo indietro dalla co-conduzione della terza serata del Festival di Sanremo 2026 a causa delle polemiche e delle minacce ricevute, si trova ora a fare i conti con un’ulteriore battuta d’arresto professionale. Conad, la società cooperativa della grande distribuzione organizzata, ha infatti comunicato la rescissione del contratto che prevedeva la partecipazione dell’artista a un evento aziendale dell’azienda.

Nel pomeriggio di lunedì 9 febbraio 2026, Pucci ha condiviso sui social network, attraverso una Storia su Instagram, lo screenshot della mail ricevuta dall’area comunicazione di Conad. Il testo della comunicazione è stato chiaro e diretto, senza lasciare spazio a interpretazioni ambigue: “Buon pomeriggio, a seguito delle vicende successe negli ultimi giorni a livello mediatico, purtroppo ci vediamo costretti a rinunciare all’ingaggio dell’artista Andrea Pucci al nostro evento aziendale“. L’azienda ha poi precisato le motivazioni alla base di questa scelta, spiegando che non può legare il proprio nome a fatti o persone coinvolte in qualsiasi diatriba o polemica, per quanto la disponibilità dimostrata dal comico sia stata comunque apprezzata.

La decisione di Pucci di ritirarsi dal Festival di Sanremo è arrivata dopo circa quarantotto ore di discussioni accese seguite all’annuncio ufficiale della sua presenza sul palco dell’Ariston come co-conduttore della terza serata. Una scelta definita personale, autonoma e irrevocabile, comunicata attraverso un lungo messaggio pubblico in cui il comico ha denunciato il clima pesante che si era creato intorno al suo nome . “Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili e inaccettabili”, ha dichiarato Pucci, facendo riferimento a un’onda mediatica negativa che ha alterato il patto fondamentale con il pubblico.

Il 61enne artista milanese ha inoltre sottolineato come, dopo i problemi di salute affrontati negli ultimi anni, tra cui un malore sul palco di Forlì il 28 marzo 2025 che lo ha costretto a un intervento alle coronarie, non sentisse di doversi confrontare in una lotta intellettualmente impari che non gli appartiene . Le polemiche che hanno portato alla sua rinuncia hanno riguardato alcune sue uscite controverse sui social network e dichiarazioni pubbliche considerate da molti inappropriate, tra cui commenti politici e battute rivolte a esponenti politici come Elly Schlein e Rosy Bindi, che sono stati ritenuti offensive e più vicini al bullismo che al confronto politico.

Nonostante la situazione difficile, Andrea Pucci ha scelto di affrontare anche questo nuovo capitolo con l’arma che gli è sempre stata più congeniale: l’ironia. Sotto lo screenshot della mail di Conad condivisa su Instagram, il comico ha scritto: “La Conad ha cambiato idea. Ora non faccio più ridere, ma neanche la spesa come rimborso? Ahaha“. Pochi minuti dopo, in un’altra Storia, ha proseguito con la stessa vena ironica aggiungendo: “Se va avanti così dovrò andare fuori dai loro store a chiedere l’elemosina” . Queste dichiarazioni hanno messo in luce come l’artista stia cercando di sdrammatizzare una situazione che rischia di avere ripercussioni significative sulla sua carriera professionale, ma al contempo hanno evidenziato la sua amarezza per quello che considera un trattamento ingiusto.

La decisione di Conad di rescindere il contratto con Pucci rappresenta un ulteriore colpo per il comico, che si trova ora a dover affrontare non solo la perdita di una vetrina importante come quella del Festival di Sanremo, ma anche la cancellazione di altri impegni lavorativi già programmati. La mail dell’azienda ha reso evidente come le polemiche mediatiche possano avere effetti concreti e immediati sulla carriera di un artista, anche quando questi non abbia commesso reati o violazioni contrattuali specifiche. La motivazione fornita da Conad, ovvero l’impossibilità di associare il proprio marchio a persone coinvolte in polemiche di qualsiasi natura, solleva interrogativi sulla libertà di espressione e sui limiti della responsabilità sociale delle aziende nei confronti dei propri collaboratori. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!