Nel 2026 torna il “bonus animali domestici”, una misura pensata per tutelare il benessere degli animali d’affezione e alleggerire, allo stesso tempo, il carico economico che grava su molte persone anziane. Si tratta di un contributo economico annuale, compreso tra i 200 e i 300 euro, destinato esclusivamente ai cittadini over 65 con un Isee inferiore a 16.215 euro, titolari di animali da compagnia regolarmente registrati. Non si tratta di un’erogazione automatica: è necessario presentare domanda presso la propria Regione, allegando la documentazione richiesta. Ogni amministrazione locale gestisce in autonomia la procedura, fissando scadenze, modalità di invio e criteri di erogazione, nel rispetto delle risorse disponibili.
Questo aiuto economico non è un incentivo generico alla cura degli animali, ma un rimborso puntuale delle spese veterinarie effettivamente sostenute e tracciabili. Sono ammesse, infatti, visite di controllo o specialistiche, interventi chirurgici, degenze, esami diagnostici e farmaci prescritti. Restano invece escluse tutte le spese non sanitarie, come alimenti, accessori, toelettatura, addestramento o l’acquisto dell’animale stesso, anche in presenza di certificazione medica.
Un elemento cruciale per accedere al bonus è l’identificazione dell’animale. Deve trattarsi di un animale d’affezione, ovvero cani, gatti, furetti ma anche conigli, uccelli, rettili e roditori tenuti per compagnia, benessere o scopi terapeutici. Questi animali devono essere registrati nel SINAC (Sistema Informativo Nazionale degli Animali da Compagnia), la nuova anagrafe nazionale entrata in funzione nel 2025, gestita dal Centro Servizi Nazionale dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo. Il SINAC centralizza le banche dati regionali per assicurare tracciabilità, prevenzione del randagismo e interventi mirati in caso di smarrimento o maltrattamento. La registrazione, obbligatoria per cani, gatti e furetti, avviene tramite l’inserimento di un microchip identificativo e rappresenta il requisito essenziale per qualsiasi richiesta di contributo.
La misura si inserisce in un contesto sociale dove gli animali d’affezione sono sempre più riconosciuti come membri della famiglia, con un ruolo attivo nel contrasto alla solitudine e nel miglioramento della qualità della vita degli anziani. Il numero di over 65 con animali domestici è in costante crescita e, secondo le stime, riguarda oltre 2,2 milioni di persone. Tuttavia, le risorse stanziate dal governo restano limitate: 250 mila euro per il 2024 e 237 mila euro rispettivamente per il 2025 e il 2026. Di conseguenza, le Regioni stabiliscono soglie massime e ordine cronologico di ricezione per l’accoglimento delle domande, rendendo la tempestività un fattore decisivo.
Chi intende accedere al bonus deve preparare con attenzione la documentazione: certificazione Isee aggiornata, ricevute delle spese veterinarie sostenute e il codice identificativo del microchip dell’animale. Solo in presenza di questi tre elementi sarà possibile inoltrare la richiesta e concorrere all’assegnazione del contributo.
Il bonus animali domestici 2026 rappresenta dunque un piccolo ma significativo riconoscimento del legame tra le persone anziane e i loro animali, oltre che un incentivo concreto alla tutela della salute animale. Seppur con risorse limitate, segna una direzione culturale importante, che riconosce il ruolo affettivo, terapeutico e sociale degli animali da compagnia in una società che invecchia e cambia. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
