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L’Agcom richiama la Rai: “La prima serata deve iniziare all’orario previsto”

La battaglia sugli orari accende il confronto tra Autorità e servizio pubblico: dietro i minuti che slittano ogni sera si gioca una partita che riguarda ascolti, pubblicità e fiducia del pubblico.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni interviene sul progressivo slittamento dei palinsesti serali e richiama formalmente la Rai al rispetto degli orari dichiarati. Nel mirino, ancora una volta, l’access prime time che si dilata sempre più, comprimendo la fascia di prima serata e spingendo l’inizio di fiction e programmi di intrattenimento ben oltre l’orario indicato.

“La prima serata non esiste più” è diventata un’espressione ricorrente tra gli spettatori. Un’esagerazione solo in parte, perché i dati monitorati dall’Agcom confermano uno slittamento sistematico dell’avvio delle trasmissioni. In una delibera datata 28 gennaio, l’Autorità ha parlato di una violazione reiterata degli orari previsti, sottolineando come il servizio pubblico sia tenuto al rispetto degli impegni assunti nel contratto di servizio, che include anche la puntualità nella messa in onda.

Il fenomeno riguarda in particolare le reti generaliste, con ritardi che superano spesso i dieci o venti minuti, soprattutto su Rai1 e Rai2. A determinare questo effetto è l’allungamento della fascia di access prime time, quella che precede la prima serata e che rappresenta uno snodo strategico nella competizione per gli ascolti con Mediaset. È proprio in quell’arco temporale che si concentra una parte significativa della sfida tra i principali broadcaster nazionali, con programmi ad alta resa in termini di share.

Il richiamo dell’Autorità nasce anche dalle numerose segnalazioni arrivate dagli utenti, che hanno evidenziato come fiction e show inizino regolarmente più tardi rispetto a quanto annunciato nei palinsesti. Una prassi che, secondo l’Agcom, finisce per penalizzare il pubblico, incidendo sulle abitudini di visione e sulla fruizione complessiva dei contenuti.

Un ulteriore elemento oggetto di osservazione riguarda la distribuzione degli spazi pubblicitari. Pur nel rispetto dei limiti quantitativi previsti dal contratto di servizio, l’Autorità ha rilevato una maggiore concentrazione di spot nella fascia dell’access prime time, in particolare su Rai1, rispetto ad altre reti e ad altri orari della giornata. Un dato che contribuisce a spiegare l’allungamento della fascia e il conseguente slittamento della prima serata.

Con il richiamo formale, l’Agcom chiede dunque alla Rai di riallineare gli orari effettivi a quelli comunicati al pubblico, ribadendo il principio di correttezza e trasparenza che deve guidare il servizio pubblico radiotelevisivo. L’Autorità ha inoltre annunciato che continuerà a vigilare sull’andamento dei palinsesti, monitorando il rispetto delle disposizioni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!