Il tradimento resta uno dei temi più delicati e controversi nella vita di coppia. C’è chi lo attribuisce a una crisi irrisolta, chi a un impulso improvviso, chi a una ricerca di conferme emotive. Ma una domanda continua a emergere con forza: dove nasce più spesso l’infedeltà? Secondo un recente studio in ambito psicologico, fino all’85% dei casi di tradimento avrebbe origine proprio sul posto di lavoro. Un dato che sposta l’attenzione sull’ambiente professionale come contesto privilegiato di relazioni intense e, talvolta, ambigue.
Il lavoro occupa una parte significativa della giornata. È lo spazio in cui si condividono obiettivi, pressioni, responsabilità e successi. In questo scenario si sviluppano complicità e legami che possono superare la dimensione strettamente professionale. La quotidianità condivisa, unita alla gestione comune di situazioni complesse, crea un terreno fertile per connessioni emotive profonde.
Lo studio individua alcune categorie professionali in cui il tasso di infedeltà risulterebbe più elevato. Tra queste figurano i professionisti sanitari, in particolare medici e infermieri, i venditori e gli agenti commerciali, i lavoratori del settore ospitalità ed eventi, gli informatici e i professionisti IT, le forze armate, i contabili e i dipendenti bancari, gli agenti immobiliari, oltre a piloti e assistenti di volo. Settori diversi tra loro per competenze e contesto operativo, ma accomunati da dinamiche relazionali intense e da una forte incidenza del tempo trascorso fuori dall’ambiente domestico.
Il primo elemento che accomuna molte di queste professioni è il contatto umano costante. Nei reparti ospedalieri, negli uffici commerciali, nelle squadre operative o durante le trasferte, la collaborazione è continua e spesso caratterizzata da un elevato coinvolgimento emotivo. Affrontare insieme situazioni di emergenza, trattative complesse o obiettivi di performance può rafforzare il senso di appartenenza e la complicità tra colleghi.
Un secondo fattore riguarda gli orari di lavoro. Turni prolungati, reperibilità notturna, viaggi frequenti e ritmi irregolari incidono inevitabilmente sulla vita privata. Medici, infermieri, piloti o lavoratori dell’ospitalità possono trovarsi a trascorrere più tempo con i colleghi che con il partner. Nel tempo, questo squilibrio può alimentare distanza emotiva all’interno della coppia, mentre il collega diventa il principale punto di riferimento quotidiano.
Lo stress e l’adrenalina rappresentano un ulteriore elemento chiave. Professioni ad alta pressione emotiva tendono a generare legami intensi, costruiti sulla condivisione di responsabilità e tensioni. Chi non vive direttamente quel contesto può sentirsi escluso da una parte importante dell’esperienza quotidiana del partner, creando incomprensioni o fratture relazionali.
Nel caso di venditori, agenti immobiliari o operatori del settore eventi, entrano in gioco anche trasferte, fiere, congressi, cene aziendali e momenti di networking. Situazioni più informali rispetto all’ufficio tradizionale, che possono favorire nuove conoscenze e abbassare le barriere tra sfera professionale e personale. A ciò si aggiunge un aspetto pratico: impegni lavorativi, riunioni o viaggi rappresentano spesso una copertura credibile per eventuali assenze o ritardi, rendendo più semplice nascondere una relazione parallela.
Il peso emotivo di alcune professioni può inoltre generare ansia, esaurimento e insoddisfazione personale. In condizioni di fragilità o stress prolungato, alcune persone possono cercare gratificazione o evasione al di fuori della relazione stabile, trovando nell’ambiente di lavoro un contesto accessibile e quotidiano.
È però fondamentale distinguere tra correlazione e causalità. Il fatto che determinate professioni risultino statisticamente più esposte a dinamiche relazionali intense non significa che chi le esercita sia destinato a tradire. L’infedeltà resta una scelta individuale, influenzata da fattori personali, psicologici e dalla qualità della relazione di coppia. I contesti possono facilitare determinate situazioni, ma non determinano automaticamente i comportamenti.
In un’epoca in cui le ore trascorse sul lavoro aumentano e gli ambienti professionali diventano sempre più dinamici e collaborativi, il confine tra vita privata e sfera lavorativa appare sempre più sottile. Comprendere le dinamiche che si sviluppano in alcuni settori aiuta a leggere il fenomeno con maggiore consapevolezza, evitando generalizzazioni e semplificazioni, e riportando al centro la responsabilità individuale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
