Il 1° marzo 2026 l’Iran ha lanciato due missili balistici in direzione delle basi militari britanniche di Akrotiri e Dhekelia a Cipro, entrambi intercettati prima dell’impatto. Nelle ore successive, un drone di fabbricazione iraniana — probabilmente un Shahed lanciato da Hezbollah dal Libano — ha colpito la base di Akrotiri, causando danni lievi senza feriti tra il personale.
Il segretario alla Difesa britannico John Healey ha confermato l’intercettazione dei missili, dichiarando che “non è chiaro se le basi fossero l’obiettivo deliberato” e definendo l’azione iraniana “indiscriminata”. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha disposto evacuazioni precauzionali nelle aree vicine a Limassol, Dhekelia e all’aeroporto di Paphos, con uno stato di emergenza poi revocato nelle ore seguenti.
Il generale Ibrahim Jabari delle Guardie della Rivoluzione islamica (IRGC) ha minacciato ulteriori lanci di missili su Cipro, citando la presenza di velivoli statunitensi spostati sull’isola in risposta alle operazioni condotte da USA e Regno Unito contro l’Iran. Londra ha nel frattempo autorizzato Washington a utilizzare le basi cipriote per operazioni difensive di intercettazione, con aerei della Royal Air Force già impegnati in voli di pattugliamento.
In Italia la situazione viene seguita con massima attenzione. Le autorità hanno elevato il livello di allerta per le principali basi militari americane presenti sul territorio nazionale: in primo luogo Sigonella, in Sicilia, definita la “portaerei del Mediterraneo” per il ruolo strategico che svolge nelle operazioni in Africa e nel Mediterraneo; e Aviano, in Friuli Venezia Giulia, sede di uno stormo di caccia F-16 e di un deposito di bombe atomiche B61.
Sui canali social ufficiali della Naval Air Station di Sigonella è apparso un messaggio di allerta rivolto al personale e alle famiglie: “Si ricorda a tutto il personale e alle famiglie di rimanere vigili. Anche se non ci sono minacce specifiche e credibili al momento, la vigilanza rimane fondamentale per la vostra sicurezza“. Il comunicato invita inoltre a “mantenere un basso profilo” e a fare “attenzione se ci si trova inaspettatamente vicino a grandi raduni”, indicando due numeri di contatto per situazioni di emergenza e non.
Le misure interessano anche altre strutture sensibili presenti in Italia, tra cui Camp Darby, Ghedi e La Spezia, sebbene gli analisti militari ritengano improbabile un attacco diretto dell’Iran contro basi europee, preferendo Teheran concentrare i propri sforzi sui teatri operativi di Iraq e Siria. Resta però alta la preoccupazione per possibili attacchi di “lupi solitari” contro obiettivi simbolici sul suolo italiano e per minacce cibernetiche alle infrastrutture critiche nazionali.
L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Informatica ha emesso una circolare per monitorare la sicurezza delle infrastrutture strategiche come il sistema ferroviario, i trasporti e la sanità, ritenute potenziali bersagli di attacchi informatici da parte di gruppi vicini al governo di Teheran. La Protezione Civile e le agenzie di intelligence lavorano in coordinamento per fronteggiare ogni possibile scenario legato all’escalation in corso. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
