Con il modello 730/2026 prende ufficialmente il via la campagna fiscale relativa ai redditi del 2025. La scadenza per l’invio è fissata al 30 settembre 2026 e anche quest’anno i contribuenti potranno utilizzare la dichiarazione precompilata, accessibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Lo strumento è pensato per semplificare la compilazione ed eliminare i calcoli più complessi: i rimborsi vengono accreditati automaticamente in busta paga o sulla pensione, mentre le imposte dovute vengono trattenute direttamente dal datore di lavoro o dall’ente previdenziale.
Una delle principali novità riguarda la riforma degli scaglioni IRPEF, che passano da quattro a tre. Il reddito viene ora suddiviso in meno fasce, ciascuna con un’aliquota specifica, rendendo più immediata la comprensione del carico fiscale. Chi guadagna meno di 15mila euro annui beneficia di una detrazione aumentata a 1.955 euro, con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale sulle fasce di reddito più basse. Per i redditi più elevati, invece, scattano dei tetti massimi alle detrazioni: chi percepisce tra 75mila e 100mila euro può detrarre spese fino a un massimo di 14mila euro, mentre chi supera i 100mila euro ha un tetto di 8mila euro. L’importo finale viene modulato in base alla presenza di figli e familiari a carico. Rimangono escluse dai limiti le spese sanitarie, gli investimenti in start-up o PMI innovative, i mutui e i lavori edilizi.
Cambiano anche le regole sulle detrazioni per familiari a carico. I figli over 30 anni non danno più diritto alla detrazione, a meno che non siano riconosciuti disabili. I figli tra i 21 e i 30 anni continuano invece a beneficiarne, indipendentemente dal tipo di parentela. Per i figli con disabilità non esistono limiti di età. Gli altri familiari a carico, come genitori o nonni, possono essere inclusi solo se conviventi con il contribuente. Chi non è cittadino dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo non può inoltre detrarre familiari residenti all’estero.
Sul fronte dei bonus edilizi, le detrazioni per ristrutturazioni, efficientamento energetico e lavori antisismici si confermano al 36%, ma salgono al 50% quando i lavori riguardano la prima casa del contribuente. Lo Stato concentra così il sostegno fiscale sulla residenza principale, distinguendo nettamente tra abitazione di residenza e altri immobili.
Alcune spese specifiche ricevono un incremento del sostegno. Il limite massimo detraibile per le spese scolastiche sale a mille euro per studente, mentre i non vedenti possono detrarre fino a 1.100 euro per il mantenimento dei cani guida. Per quanto riguarda i premi aziendali, il limite per le somme soggette a imposta sostitutiva sale a 5mila euro per i dipendenti che partecipano agli utili, a patto che almeno il 10% degli utili venga distribuito secondo contratti collettivi. Nel settore turistico e alberghiero, la tassazione sostitutiva sulle mance si applica fino al 30% del reddito annuo, purché questo non superi i 75mila euro.
Infine, sono previste misure specifiche per incentivare l’occupazione e la residenza in zone particolari. Chi è stato assunto a tempo indeterminato nel corso del 2025 può ricevere rimborsi per affitto e manutenzione fino a 5mila euro annui, esenti da imposizione nei primi due anni di lavoro. Per favorire la permanenza nelle aree montane, sono stati introdotti crediti d’imposta per operatori sanitari e scolastici che acquistano o affittano casa nel comune dove prestano servizio, e per giovani under 41 che acquistano o ristrutturano la prima casa attraverso finanziamenti stipulati dopo il settembre 2025. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
