Scarica l'App NewsRoom.
Non perderti le ULTIME notizie e le ALLERTA METEO in tempo reale.

Scarica GRATIS

IMU 2026: quando è da pagare, le nuove aliquote e gli sconti sugli immobili. Tutto quello che devi dapere

Nuove regole Imu 2026 tra autonomia comunale e agevolazioni mirate: scadenza fissata al 16 giugno per l’acconto, con possibili sconti su immobili inutilizzati ed esenzioni in caso di calamità.

Si avvicina la prima scadenza fiscale rilevante per i proprietari immobiliari: il versamento dell’acconto Imu 2026, fissato al 16 giugno. Un appuntamento che quest’anno arriva con alcune novità significative sul fronte delle aliquote e delle agevolazioni, introdotte a seguito dell’intervento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che a novembre scorso ha definito nuovi criteri per l’autonomia regolamentare dei Comuni.

Il quadro normativo resta invariato per quanto riguarda i soggetti obbligati. L’Imu continua a non essere dovuta sull’abitazione principale, salvo che si tratti di immobili classificati nelle categorie catastali di lusso A/1, A/8 e A/9. Restano escluse anche le pertinenze dell’abitazione principale, come garage e magazzini, nei limiti previsti dalla legge. L’esenzione si estende inoltre agli immobili di proprietà dello Stato, degli enti locali, della Santa Sede e ai luoghi di culto. Sono invece tenuti al pagamento i possessori di seconde case, immobili diversi dall’abitazione principale, aree fabbricabili, terreni agricoli e abitazioni di lusso.

La principale novità riguarda il rafforzamento dei margini di intervento dei Comuni sulle aliquote, ma entro paletti più stringenti fissati dal decreto del MEF. Le amministrazioni locali potranno modulare l’imposta in base a casistiche specifiche, introducendo agevolazioni mirate. Tra queste, assume particolare rilievo la possibilità di azzerare completamente l’Imu sugli immobili dichiarati inagibili a seguito di calamità naturali. Si tratta di una misura che punta a evitare un ulteriore aggravio fiscale per i proprietari già colpiti da eventi straordinari.

Un’altra innovazione riguarda gli immobili a disposizione, ossia le unità non utilizzate stabilmente, come seconde case, abitazioni vacanza o appartamenti tenuti sfitti. In questi casi i Comuni potranno prevedere una riduzione dell’aliquota proporzionata al periodo di effettivo inutilizzo dell’immobile. La misura introduce un principio di maggiore equità fiscale, collegando il prelievo all’effettivo utilizzo del bene.

Ulteriori margini di esenzione sono riconosciuti per gli immobili concessi in comodato gratuito agli enti territoriali o ad altri soggetti per finalità istituzionali. Analogamente, i Comuni potranno esentare dal pagamento dell’Imu gli esercizi commerciali e artigianali situati in aree interessate da lavori pubblici che comportino limitazioni al traffico per un periodo superiore a sei mesi, con l’obiettivo di compensare i disagi economici derivanti dai cantieri.

Sul piano operativo, la scadenza del 16 giugno 2026 riguarda il versamento dell’acconto, mentre il saldo dovrà essere corrisposto entro dicembre. I contribuenti hanno comunque la possibilità di effettuare il pagamento in un’unica soluzione entro giugno. In assenza di delibere aggiornate da parte dei Comuni, il calcolo dell’imposta dovrà essere effettuato sulla base delle aliquote dell’anno precedente. Le modalità di versamento restano invariate: modello F24, bollettino postale o piattaforma PagoPa.

Il 2026 segna dunque un’evoluzione nella gestione dell’Imu, con un maggiore ruolo dei Comuni ma anche con strumenti più flessibili per adattare l’imposizione alle diverse situazioni immobiliari. Per i contribuenti diventa essenziale verificare le delibere comunali aggiornate e monitorare le eventuali agevolazioni applicabili al proprio patrimonio. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!