Nessuno mette in discussione il rapporto con gli Stati Uniti, ma quel legame non può essere vissuto “in modo subalterno” e deve poggiare sulla capacità di dire no quando gli alleati, secondo il Partito democratico, oltrepassano il perimetro del diritto internazionale. È la linea ribadita dalla segretaria del Pd Elly Schlein, intervenuta a Rtl 102.5, dove ha rivolto un nuovo affondo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul tema dell’eventuale utilizzo delle basi italiane.
Schlein ha accusato la premier di aver impiegato “12 giorni” prima di affermare che gli attacchi di Israele e degli Stati Uniti erano “fuori dal diritto internazionale” e ha sostenuto che il punto politico non sia soltanto stabilire se da Washington sia arrivata o meno una richiesta formale di utilizzo delle installazioni presenti in Italia. Per la leader dem, la questione centrale è infatti la natura “illegale” di quegli attacchi e la necessità che il governo assuma una posizione netta e preventiva.
Da qui la richiesta a Meloni di chiarire pubblicamente che, anche nell’ipotesi di una domanda esplicita da parte di Donald Trump, l’Italia opporrebbe un rifiuto. Una scelta che, secondo Schlein, sarebbe coerente con l’articolo 11 della Costituzione, richiamato come fondamento della posizione del Pd contro ogni coinvolgimento del Paese in operazioni militari ritenute contrarie al diritto internazionale.
La segretaria democratica ha comunque distinto il piano del supporto alla sicurezza europea da quello dell’impiego delle basi italiane per azioni offensive. Ha definito “giusto” il coordinamento con gli altri Paesi europei per sostenere il territorio dell’Unione, citando il caso di Cipro, ma ha precisato che “non sono in discussione gli accordi sulle basi” già esistenti. Al di fuori di quel quadro, ha aggiunto, non può esserci “nessuna disponibilità”.
Nel ragionamento della leader del Pd, il nodo resta tutto politico e riguarda il profilo internazionale dell’Italia: mantenere salda l’alleanza con Washington, ma senza rinunciare all’autonomia di giudizio. Una relazione tra alleati, ha osservato, deve prevedere anche la capacità di dire con chiarezza quando si ritiene che l’altro stia sbagliando. Ed è proprio su questo terreno che Schlein colloca la sua critica all’esecutivo, accusato di non riuscire a chiedere a Trump di fermarsi. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
