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Referendum Giustizia, Toninelli vota Sì: “Meloni ha ragione, sta facendo una cosa giusta” -VIDEO-

L’ex ministro Danilo Toninelli annuncia il voto favorevole al referendum sulla giustizia, pur restando all’opposizione: il sorteggio al Csm è tecnicamente corretto.

A pochi giorni dal referendum sulla giustizia, il dibattito politico si fa sempre più acceso. Mentre la sinistra compatta spinge per il No, all’interno del Movimento 5 Stelle emergono posizioni divergenti. Danilo Toninelli, ex ministro delle Infrastrutture e tra i fondatori del partito, ha confermato il suo voto favorevole alla riforma, riconoscendo la validità tecnica dei principi in essa contenuti.

Intervistato dai microfoni di Radio Cusano, Toninelli ha dichiarato: Se metti il sorteggio non c’è più una roba politica, chi va lì a comandare è indipendente e non deve rispondere a nessuno. Quindi è una cosa migliorativa e tecnicamente quello che dice la Meloni è vero. L’ex ministro ha preso le distanze dal premier in termini politici, precisando di non voler votare per Meloni, ma ha riconosciuto che la presidente del Consiglio ha ragione sul piano tecnico.

Toninelli ha spiegato la sua posizione con una distinzione netta tra motivazioni politiche e contenuto della riforma: La Meloni sta facendo una cosa giusta per una motivazione inqualificabile e gli oppositori del no non valutano la cosa giusta che fa tecnicamente ma valutano la motivazione che è alla base, ossia l’avversità nei confronti della magistratura”. Ha aggiunto che la riforma è tecnicamente corretta nonostante nasca, secondo lui, da un odio storico del centrodestra nei confronti della magistratura, legato alle vicende giudiziarie che ne hanno coinvolto storicamente gli esponenti.

Sul merito della riforma, l’ex ministro ha rimarcato che il sorteggio per il Csm eliminerebbe il potere delle correnti interne alla magistratura: I magistrati che vengono a fare parte di questo organo di comando vengono nominati dalle correnti all’interno dell’Anm e quindi rispondono alle richieste delle correnti, è una roba politica. Se metti il sorteggio non è più una roba politica, chi va lì a comandare è indipendente e non deve rispondere a nessuno”. Ha inoltre sottolineato che sulla separazione delle carriere e sul sorteggio sono d’accordo anche figure come Gratteri e Travaglio.

La posizione di Toninelli rispecchia una frattura più ampia all’interno dell’area progressista: anche nel Partito Democratico si registrano voci favorevoli alla riforma, che si concentrano sulla bontà tecnica delle misure piuttosto che sulle motivazioni politiche del governo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!