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Referendum Giustizia, Di Pietro ai 5 Stelle: “Non guardate a chi propone la riforma, pensate al futuro”

L’ex magistrato Antonio Di Pietro interviene nel dibattito sul referendum sulla giustizia e invita gli elettori del Movimento 5 Stelle a valutare il merito delle riforme senza farsi guidare dalle appartenenze politiche.

Mentre si avvicina il referendum confermativo sulla riforma della giustizia, l’ex magistrato ed ex ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro lancia un appello diretto agli elettori del Movimento 5 Stelle, invitandoli a valutare il contenuto della riforma senza lasciarsi condizionare da chi oggi la sostiene o da chi la critica. Secondo Di Pietro, il dibattito politico rischia infatti di oscurare il merito delle proposte, mentre il tema centrale dovrebbe restare la necessità di restituire credibilità al sistema giudiziario.

Intervenendo sul tema della partecipazione al voto, l’ex magistrato ha osservato come una parte significativa dell’elettorato pentastellato sembri orientata verso il sì, pur mostrando in molti casi incertezza sulla partecipazione al referendum. Una situazione che, a suo giudizio, riflette più la confusione del dibattito politico che una reale distanza dai contenuti della riforma.

Di Pietro ha respinto l’idea che il referendum possa essere interpretato come uno scontro tra schieramenti politici. “Al centrosinistra? Ma centrosinistra dove?“, ha affermato, ricordando come alcune delle proposte oggi discusse siano state sostenute in passato proprio da esponenti di quell’area. L’ex magistrato ha citato in particolare Luciano Violante, ricordando che la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare erano già state avanzate nel passato.

Nel suo intervento Di Pietro ha richiamato anche il lavoro della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali dove il tema della separazione delle carriere era stato discusso come parte di un più ampio progetto di riforma della giustizia. A suo avviso, il dibattito odierno dovrebbe tenere conto di quel percorso politico e istituzionale.

L’ex ministro ha poi rivolto un messaggio diretto agli elettori del Movimento 5 Stelle, richiamando alcune posizioni espresse negli anni da esponenti del movimento. Di Pietro ha ricordato, tra gli altri, l’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che durante il suo mandato aveva evocato l’ipotesi del sorteggio per la composizione degli organi di autogoverno della magistratura, e il leader del movimento Giuseppe Conte, che in passato aveva parlato della necessità di rivedere il sistema di elezione del Consiglio superiore della magistratura.

Per Di Pietro, il punto centrale resta la coerenza del dibattito politico. «Non ho capito se lo dice Tizio che piace a voi allora si può fare, se lo dice Caio che non piace a voi no», ha osservato, criticando quella che considera una valutazione basata sulle appartenenze piuttosto che sui contenuti delle riforme.

Nel suo appello finale, l’ex magistrato ha invitato gli elettori a concentrarsi sulle conseguenze di lungo periodo della riforma. “Ricordatevi, e lo dico questo sì agli elettori di 5 Stelle, a voi vi voglio bene perché vi sento ancora tutti figli anche miei, e a voi dico questo: non guardate chi lo propone, perché i governi passano, le maggioranze passano, ma questa riforma aiuta a riprendere un po’ di credibilità“.

Secondo Di Pietro, negli anni passati la fiducia dei cittadini nella magistratura era molto più alta. Ha ricordato come, a suo dire, tra il 97 e il 98 per cento degli italiani riponesse fiducia nei magistrati, mentre oggi la percentuale sarebbe scesa sotto la metà. Una perdita di credibilità che l’ex magistrato attribuisce non solo alla cattiva informazione o alla cattiva politica, ma anche ad alcuni comportamenti interni alla stessa magistratura.

In particolare, Di Pietro ha parlato del rischio di una magistratura «troppo ideologizzata per certi aspetti», sostenendo che talvolta l’attenzione si sarebbe spostata dalla ricerca dei reati alla ricerca di figure mediaticamente esposte su cui concentrare l’attenzione giudiziaria. Da qui il suo invito agli elettori a valutare la riforma guardando al futuro del sistema giudiziario e non agli equilibri politici del momento. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!