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Esplosivi e sacche di sangue: il piano segreto della Danimarca per fermare Trump in Groenlandia

Truppe danesi giunte in Groenlandia a gennaio con esplosivi e sacche di sangue: il piano segreto per rallentare un eventuale blitz militare americano sull’isola.

Quello che all’epoca sembrava una normale esercitazione militare in Artide si rivela ora qualcosa di molto più serio. Tra il 15 e il 20 gennaio, l’esercito danese ha dispiegato in Groenlandia diversi contingenti di truppe — affiancati da unità di Germania, Francia, Svezia e Norvegia — con una missione che non aveva nulla di routinario.

Secondo quanto rivelato dall’emittente pubblica Danmarks Radio, che ha consultato diverse fonti all’interno del governo danese e delle intelligence di Francia e Germania, ai soldati erano stati impartiti ordini precisi: portare esplosivi da utilizzare per far saltare le piste di atterraggio di Nuuk e Kangerlussuaq, con l’obiettivo di rallentare o impedire un possibile sbarco di truppe americane. Con i militari erano stati trasportati anche importanti quantitativi di sangue, in previsione di un conflitto aperto.

Il piano è stato messo in piedi nelle settimane in cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva ribadito con insistenza l’intenzione di ottenere il controllo della Groenlandia, territorio autonomo sotto sovranità danese, “in un modo o nell’altro”. Il punto di svolta, stando alle fonti citate da Danmarks Radio, fu il 3 gennaio, quando Trump lanciò l’operazione Absolute Resolve per la decapitazione del regime venezuelano. Da quel momento, la Danimarca iniziò a chiedere aiuto in via riservata ai principali alleati europei.

In pochi giorni partì un’avanguardia composta da militari danesi, francesi, tedeschi, norvegesi e svedesi, seguita dal grosso delle truppe: il Dragoon Regiment di Holstebro, le forze d’élite dei Jægerkorpset e i cacciatori alpini francesi, specializzati in ambienti montani e artici. I caccia F-35 inviati nella zona erano anch’essi pesantemente armati.

Ai militari era stato impartito il cosiddetto ordine reale di difesa, che autorizza le forze danesi a prendere il controllo della situazione anche con un attacco. Nelle riunioni dell’esecutivo del 13 gennaio si discuteva apertamente di una possibile difesa più ampia dell’isola, con l’eventualità di un dispiegamento militare di portata ben maggiore. Una delle fonti ha descritto il clima di quei giorni con queste parole: “Non abbiamo visto una situazione così delicata dall’aprile del 1940”, il mese dell’occupazione nazista della Danimarca durante la Seconda guerra mondiale.

La crisi si è poi attenuata senza che si arrivasse allo scontro diretto, ma quanto emerso getta una luce nuova sulla tensione che ha attraversato l’Atlantico nei primi mesi del 2025 e sulla determinazione europea — a partire dalla Danimarca — a non cedere di fronte alle pressioni di Washington. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!