La missione della NATO in Iraq si è temporaneamente ritirata dal Paese a causa dell’escalation legata alla guerra in Medio Oriente, con particolare riferimento alle crescenti tensioni che coinvolgono Iran e i suoi alleati regionali. A riferirlo sono state fonti della sicurezza irachena all’Afp, sottolineando come la decisione non derivi da contrasti politici con il governo di Baghdad ma da una valutazione prudenziale della situazione sul campo.
Secondo quanto dichiarato da funzionari iracheni rimasti anonimi, il ritiro ha carattere esclusivamente temporaneo e si inserisce in un contesto di crescente instabilità regionale che ha imposto una revisione delle misure di sicurezza per il personale internazionale. “Non ci sono disaccordi con il governo iracheno”, hanno precisato le fonti, evidenziando come la cooperazione tra le parti resti solida nonostante il momentaneo ripiegamento operativo.
La conferma è arrivata anche dall’Alleanza Atlantica, che attraverso il portavoce Allison Hart ha parlato di una rimodulazione del dispiegamento nell’ambito della missione Nato in Iraq. “La sicurezza del nostro personale è di primaria importanza”, ha dichiarato, senza fornire ulteriori dettagli sulla tempistica o sull’entità del rientro.
La missione Nato in Iraq, attiva con compiti di addestramento e supporto alle forze locali nella lotta al terrorismo, rappresenta uno dei pilastri della cooperazione internazionale nel Paese dopo la sconfitta territoriale dello Stato islamico. Tuttavia, il deterioramento del quadro geopolitico regionale, aggravato dal confronto indiretto tra Teheran e altri attori, ha imposto una pausa operativa che potrebbe avere ripercussioni anche sugli equilibri interni iracheni.
Il ritiro temporaneo si inserisce dunque in una più ampia strategia di contenimento dei rischi per il personale internazionale, mentre resta alta l’attenzione sull’evoluzione della crisi mediorientale e sulle sue possibili ricadute nell’area. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
