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Meloni in Algeria per aumentare l’importazione di gas dopo lo stop alle forniture dal Qatar

Giorgia Meloni si recherà ad Algeri la prossima settimana per chiedere un aumento delle forniture di gas. Italia esposta dopo l’attacco iraniano all’impianto qatariota di Ras Laffan.
Credit © Governo della Repubblica

Giorgia Meloni si recherà ad Algeri la prossima settimana in una missione d’urgenza per chiedere all’Algeria un aumento delle forniture di gas verso l’Italia. Il viaggio, inizialmente non previsto nell’agenda della premier, si inserisce nel quadro della crisi energetica innescata dalla guerra in Medio Oriente, che ha bloccato le esportazioni di gas naturale liquefatto dal Qatar.

L’Italia si trova oggi in una posizione particolarmente esposta. Il Qatar ha fornito nel 2024 circa 6,5 miliardi di metri cubi di gas, pari a poco più dell’11% del totale importato e al 45% del solo Gnl. Una quota che rende il nostro paese il primo in Europa per importazioni di gas naturale liquefatto dalla penisola arabica. La crisi si è acuita dopo che le forze iraniane hanno colpito l’impianto di Ras Laffan, uno dei principali hub al mondo per il Gnl, mettendone fuori uso una parte significativa della capacità produttiva.

Secondo QatarEnergy, i danni si tradurranno in circa 20 miliardi di dollari di entrate annuali in meno e il pieno ripristino delle attività potrebbe richiedere fino a cinque anni. Non è escluso che la compagnia statale qatariota possa dichiarare la forza maggiore sui contratti di lungo termine, inclusi quelli con l’Italia e con Eni, che nel 2022 era entrata come partner internazionale nel progetto di espansione North Field East, uno dei più grandi impianti di Gnl al mondo.

Per compensare il calo delle forniture, l’Italia punta sull’Algeria, già oggi primo fornitore estero di gas del paese. Circa il 35% delle importazioni italiane arriva attraverso il gasdotto Transmed, che approda a Mazara del Vallo. Eni è già impegnata a rinegoziare i contratti con la compagnia pubblica algerina Sonatrach, ma la trattativa si preannuncia difficile: Algeri sta spingendo affinché gli acquisti aggiuntivi avvengano sul mercato spot, più costoso. La visita della premier dovrebbe servire proprio a sbloccare un’intesa definitiva sulle forniture extra.

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha confermato che il governo è al lavoro su più fronti: “Stiamo parlando con tutti. Direttamente, tramite le nostre imprese e tramite Eni. Cerchiamo di agevolare le iniziative delle nostre imprese private”. Tuttavia, il ministro ha anche segnalato un rischio aggiuntivo: il gas che non arriva più dall’area del Golfo Persico sarà conteso da numerosi acquirenti asiatici, rendendo la competizione globale più intensa e spingendo potenzialmente al rialzo i prezzi.

Sul fronte della diversificazione energetica, l’Italia dipende quasi completamente dalle importazioni, con una produzione nazionale che copre solo il 5% dei consumi. Dopo l’azzeramento delle forniture russe, il paese aveva già avviato una strategia di diversificazione che coinvolge, oltre all’Algeria, l’Azerbaigian attraverso il gasdotto Tap, la Norvegia e la Libia. La crisi qatariota mette ora alla prova la tenuta di quella strategia. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!