Champagne e canti nella saletta dell’Associazione nazionale magistrati al tribunale di Napoli: come riportato dall’ANSA una cinquantina di toghe si sono radunate per seguire i primi risultati del referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026, esplodendo in festeggiamenti all’arrivo degli exit poll che danno il No in netto vantaggio.
Tra i presenti il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Aldo Policastro, che aveva guidato in prima linea la battaglia per il No alla riforma. Il procuratore Nicola Gratteri ha invece scelto di restare nel suo ufficio, al lavoro fin dalla mattina.
Il referendum confermativo riguardava la legge costituzionale sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura e l’istituzione di un’Alta corte disciplinare. Una riforma voluta dal governo Meloni e fortemente avversata dalla magistratura organizzata, che aveva schierato molti dei suoi esponenti nella campagna per il No.
I dati dello spoglio confermano la tendenza indicata dagli exit poll: a livello nazionale il No si attesta intorno al 54%, con picchi molto più alti nelle grandi città del Sud. A Napoli, con oltre 700 sezioni scrutinate su 883, il No supera il 76% delle preferenze. L’affluenza definitiva a livello nazionale si è attestata al 58,9%, un record per una consultazione referendaria costituzionale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
