Si accende il dibattito politico attorno al controllo effettuato nelle prime ore del mattino nei confronti dell’eurodeputata Ilaria Salis in un albergo di Roma, ma dalla Questura arriva una versione netta che ridimensiona le accuse dell’opposizione. Secondo quanto riferito dagli uffici di polizia, l’intervento non sarebbe stato frutto di iniziativa discrezionale bensì un “atto dovuto” derivante da una segnalazione proveniente da un altro Paese europeo, che impone verifiche obbligatorie alle autorità italiane.
Una ricostruzione che si pone in contrasto con le dichiarazioni dei leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, i quali hanno parlato di un episodio “di gravità inaudita”, collegandolo al clima politico e alla manifestazione prevista nella stessa giornata. Tuttavia, fonti della Questura sottolineano come procedure di questo tipo rientrino in protocolli consolidati di cooperazione internazionale tra forze di polizia, specialmente in presenza di alert o segnalazioni formali che non lasciano spazio a valutazioni discrezionali.
Nel dettaglio, l’attività svolta dagli agenti sarebbe consistita in un accertamento preventivo previsto da circuiti informativi europei, con l’obiettivo di verificare elementi segnalati da autorità estere. In questo contesto, la durata del controllo – indicata in circa un’ora – viene descritta come compatibile con le procedure standard di identificazione e verifica.
Le polemiche politiche si sono rapidamente intensificate, con la stessa Salis che sui social ha denunciato un presunto “Stato di polizia”, chiamando in causa il governo guidato da Giorgia Meloni. Ma ambienti istituzionali invitano a distinguere tra il piano politico e quello operativo, ribadendo che le forze dell’ordine agiscono nel rispetto di obblighi normativi e accordi internazionali, indipendentemente dal ruolo o dall’appartenenza politica delle persone coinvolte.
In questo quadro, la richiesta di chiarimenti avanzata nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi potrebbe tradursi in un’occasione per precisare ulteriormente i meccanismi che regolano tali interventi. La Questura, dal canto suo, mantiene una linea ferma: nessuna iniziativa arbitraria, ma un’attività imposta da canali ufficiali di cooperazione europea, che impongono verifiche puntuali anche in situazioni sensibili. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
