L’inchiesta trasmessa martedì 31 marzo 2026 dal programma Far West di Salvo Sottile su Rai 3 ha riportato al centro del dibattito pubblico i finanziamenti della galassia di George Soros alla sinistra italiana. Il filone investigativo, avviato dall’agenzia di stampa Adnkronos nell’aprile 2024, ha messo in luce un sistema articolato di trasferimenti economici che dalla Open Society Foundations del magnate ungherese-americano raggiungono singoli parlamentari e partiti italiani attraverso fondazioni e associazioni no profit.
Il meccanismo funziona su più livelli. Al vertice si trova la Open Society Foundations, la rete filantropica fondata da Soros che ha erogato oltre 32 miliardi di dollari nel mondo dalla sua nascita. Il primo canale di trasferimento verso l’Italia passa attraverso la fondazione svedese Democracy and Pluralism, in svedese Demokrati Pluralism Stiftelsen, guidata dall’imprenditore Daniel Sachs, che ricopre anche il ruolo di vice presidente della stessa Open Society. Questa fondazione ha versato complessivamente 1.075.000 euro all’associazione italiana Agenda, con sede a Roma, in due tranche: 800.000 euro nell’agosto 2022 e 275.000 euro nell’ottobre 2023.
L’associazione Agenda è stata fondata nel 2022 da Jessica Shearer, ambientalista americana ed ex collaboratrice della campagna presidenziale di Barack Obama nel 2008, insieme a tre esponenti del Partito Democratico: la deputata Rachele Scarpa, Caterina Cerroni, segretaria nazionale dei Giovani Democratici, e Sofia Di Patrizi, portavoce delle Donne Democratiche di Genova. Un secondo canale è rappresentato da Social Changes, organizzazione americana di stampo progressista il cui amministratore delegato è sempre Jessica Shearer, che ha erogato contributi sotto forma di servizi a esponenti della sinistra italiana.
L’elenco dei beneficiari, ricostruito dai documenti depositati alla Camera dei Deputati e dalle inchieste giornalistiche, è lungo e dettagliato. Nel Partito Democratico spiccano i nomi della deputata Ouidad Bakkali, vicesegretaria dem in Emilia-Romagna, con 77.418 euro in servizi ricevuti nel 2022, e di Caterina Cerroni, cofondatrice di Agenda, con circa 72.631 euro complessivi. Il deputato Alessandro Zan risulta aver ricevuto 33.000 euro, mentre Arturo Scotto ha beneficiato di 32.860 euro da Social Changes. Marco Sarracino figura con circa 29.765 euro, la deputata Valentina Ghio con 38.504 euro, Rachele Scarpa con circa 24.299 euro in due tranche, Katia Piccardo con 22.159 euro, Simone D’Angelo con circa 20.442 euro e Nicola Stumpo con 20.300 euro. Giuseppe Provenzano, già ministro del Sud, ha ricevuto 13.211 euro da Agenda nel gennaio 2023, Marta Bonafoni 10.000 euro, l’ex governatore toscano Enrico Rossi circa 9.208 euro, il senatore Michele Fina 7.057 euro e Stefano Ceccanti 4.270 euro.
I finanziamenti non riguardano solo il PD. In Alleanza Verdi e Sinistra, il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha ricevuto 110.367 euro in servizi da Social Changes nel 2022, la senatrice Ilaria Cucchi 150.000 euro e il deputato Marco Grimaldi 24.674 euro. Sul versante di +Europa, i deputati Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova compaiono ciascuno con 312.000 euro ricevuti nel 2022. Lo stesso partito +Europa aveva già ricevuto 100.000 euro direttamente da George Soros e dalla moglie in occasione delle elezioni europee del 2019.
Della Vedova, intervistato dalla trasmissione, ha rivendicato apertamente i fondi ricevuti definendoli “finanziamenti alle idee”. Anche Rachele Scarpa ha precisato che tutto è tracciato e rendicontato come previsto dalla legge. Sul fronte opposto, Carlo Calenda ha raccontato che Soros pose come condizione per finanziare Azione che il partito rimanesse “nel campo del centrosinistra”.
I contributi ai singoli parlamentari rappresentano tuttavia solo una parte dell’operazione complessiva della Open Society in Italia. Nel biennio 2017-2018 la fondazione ha erogato nel Paese 8.527.948 dollari distribuiti su 70 progetti distinti. Tra i beneficiari figurano i Radicali Italiani, che hanno ottenuto 298.550 dollari nel 2017 per promuovere una riforma delle leggi sull’immigrazione, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione con 385.715 dollari, la Coalizione italiana per le libertà e i diritti civili con 1,7 milioni di dollari tra il 2016 e il 2022, l’ARCI con oltre 450.000 dollari e l’Investigative Reporting Project Italy con quasi un milione di dollari complessivi. L’Università di Urbino ha ricevuto 25.000 dollari per un progetto di mappatura dell’informazione politica sui media italiani in vista delle elezioni del 2018, mentre Dataninja ha ottenuto 313.000 dollari per progetti di alfabetizzazione digitale.
L’inchiesta di Far West ha allargato il campo anche oltre i confini italiani. Ryan Mauro, autore di un report dell’organismo investigativo americano Capital Research, ha dichiarato nella trasmissione: “Ho esaminato le sovvenzioni della rete Open Society e non riuscivo a credere ai miei occhi. Ho scoperto una serie di gruppi che sosteneva il terrorismo. La cifra era di circa 80 milioni di dollari”. Secondo Mauro, quella somma sarebbe finita dalla Open Society Foundation a gruppi filoterroristici legati ad Hamas.
Le reazioni politiche sono state immediate. Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ha dichiarato: “È vergognoso che la linea politica di certa sinistra non sia dettata dall’interesse nazionale ma dai desiderata di uno speculatore globale. Mentre noi difendiamo i confini e la legalità, loro sono il megafono di interessi che nulla hanno a che fare con il bene comune dei cittadini italiani”. Il deputato FdI Emanuele Loperfido ha chiesto di fare piena luce sull’influenza della Open Society sulle scelte politiche della sinistra italiana.
L’associazione Agenda ha smentito qualsiasi rapporto diretto con Soros, definendo le notizie “false e infondate”, nonostante il finanziamento dalla fondazione presieduta dal vice presidente di Open Society risulti documentato negli atti parlamentari. La questione della legalità formale dei contributi non è in discussione, poiché tutti i finanziamenti risultano dichiarati secondo la normativa vigente. Resta aperto il dibattito politico sulla natura e sugli obiettivi di un sistema di finanziamenti esteri che, secondo il centrodestra, configura un tentativo di condizionamento della politica nazionale, mentre per i beneficiari si tratta di una legittima forma di cooperazione tra forze progressiste internazionali. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
