Un reticolo di fondazioni internazionali collegate al finanziere ungherese-americano George Soros ha trasferito nel corso degli ultimi anni oltre un milione di euro a esponenti della sinistra italiana, attraverso un sistema di associazioni no profit che operano formalmente come erogatori di servizi politici e consulenze elettorali. Lo schema, portato alla luce dall’agenzia di stampa Adnkronos nell’aprile 2024, ha suscitato un acceso dibattito parlamentare e mediatico, con le forze di centrodestra che hanno chiesto maggiore trasparenza sui flussi finanziari esteri diretti verso la politica nazionale.
Il meccanismo: da Soros ad “Agenda”, passando per la Svezia
Il percorso dei fondi non è diretto, ma segue un tracciato articolato che attraversa più continenti e più soggetti giuridici. Tutto ha origine dalla Open Society Foundations, la rete filantropica globale fondata da George Soros e impegnata, secondo i propri statuti, nella promozione della democrazia, dei diritti umani e della società aperta. Da questa struttura madre emanano fondazioni satellite come la Democracy & Pluralism, fondazione svedese guidata da Daniel Sachs, che ricopre anche il ruolo di vice chair della stessa Open Society. È proprio la Democracy & Pluralism che, tra il 2022 e il 2023, ha versato oltre un milione di euro all’associazione italiana Agenda, no profit con sede a Roma fondata dall’ambientalista e consulente elettorale americana Jessica Shearer, già organizzatrice della campagna presidenziale di Barack Obama nel 2008.
Agenda si presenta istituzionalmente come un’organizzazione dedita al rafforzamento della leadership politica femminile e alla creazione di reti di donne impegnate nella giustizia sociale e ambientale. Tuttavia, i documenti trasmessi al Parlamento italiano nel marzo 2024 rivelano che l’associazione ha a sua volta redistribuito i fondi ricevuti a numerosi esponenti della sinistra italiana sotto forma di “servizi” per l’attività politica ed elettorale. Un secondo canale di finanziamento è rappresentato da Social Changes, un’organizzazione americana vicina ai democratici statunitensi, il cui amministratore delegato è sempre Jessica Shearer, che ha anch’essa erogato contributi a parlamentari progressisti italiani.
I nomi: dal PD ad AVS, l’elenco dei beneficiari
L’elenco dei parlamentari e degli esponenti politici che hanno ricevuto contributi, pubblicato obbligatoriamente sul sito della Camera dei deputati in base alla normativa vigente, è lungo e comprende figure di primo piano del panorama progressista italiano. Il nome più rilevante è quello di Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS): stando ai dati dell’Adnkronos, Fratoianni avrebbe ricevuto da Social Changes la cifra di 110.367,19 euro in servizi nel 2022. Sempre da AVS, il deputato Marco Grimaldi figura con un contributo di 24.674,90 euro in servizi.
Nel Partito Democratico i nomi sono numerosi. Giuseppe Provenzano, già ministro del Sud nel governo Conte II e attuale responsabile Esteri della segreteria Schlein, ha ricevuto 13.211,97 euro da Agenda nel gennaio 2023. Il deputato Arturo Scotto ha beneficiato di 32.860,93 euro in servizi da Social Changes, mentre il deputato Nicola Stumpo ha ottenuto 20.300,73 euro dalla stessa fonte. Il senatore Michele Fina compare con 7.057,73 euro, mentre il deputato e costituzionalista Stefano Ceccanti risulta aver ricevuto 4.270 euro.
Tra le figure più giovani e legate direttamente alla segretaria Elly Schlein emergono la deputata Rachele Scarpa, co-fondatrice di Agenda, che ha ricassato complessivamente circa 24.299,58 euro in due tranche, e Caterina Cerroni, segretaria nazionale dei Giovani Democratici, con un totale di circa 72.631,85 euro. La deputata Ouidad Bakkali, vicesegretaria dem in Emilia-Romagna, ha ricevuto 77.418,79 euro in servizi nel 2022, mentre la deputata Valentina Ghio, ex sindaco di Sestri Levante, risulta con 38.504,27 euro. Compaiono inoltre il parlamentare Marco Sarracino (29.765,49 euro), la consigliera regionale laziale Marta Bonafoni (10.000 euro nel 2023), la sindaca Katia Piccardo (22.159,57 euro) e il segretario genovese del PD Simone D’Angelo (circa 20.442,36 euro complessivi). L’ex governatore della Toscana Enrico Rossi, candidato alla Camera nel 2022 ma non eletto, risulta aver ottenuto circa 9.208,58 euro tra più donazioni.
+Europa e i Radicali: gli altri destinatari
Il perimetro dei finanziamenti legati alla galassia Soros non si limita al PD e ad AVS. Il partito +Europa, di cui è figura di riferimento Emma Bonino, ha ricevuto direttamente 100.000 euro da George Soros e dalla sua coniuge in vista delle elezioni europee del 2019, una circostanza che i vertici del partito non hanno mai negato ma anzi rivendicato apertamente come legittima e trasparente. Il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova compare a sua volta con 312.000 euro ricevuti da Soros nel 2022, e anche in questo caso ha dichiarato pubblicamente di non avere nulla da nascondere, invocando la piena legittimità della ricezione secondo le norme italiane. Anche i Radicali Italiani figurano tra i beneficiari delle sovvenzioni della Open Society Foundations, insieme a think-tank come l’Istituto Affari Internazionali.
A questi si aggiungono, sempre nel perimetro +Europa, Benedetto Della Vedova, ex sottosegretario agli Esteri, che ha ricevuto 260.000 euro dal filantropo americano Peter Baldwin, membro del board della Wikimedia Foundation e grande benefattore di +Europa, e Carlo Romano, collaboratore di Bruno Tabacci, che ha ottenuto 156.000 euro dalla stessa fonte.
La risposta della sinistra: “Tutto trasparente, lo rivendichiamo”
La reazione degli interessati è stata generalmente uniforme: nessuno dei parlamentari o dei partiti citati ha negato i finanziamenti, sottolineando invece che si tratta di contributi pienamente legali, dichiarati e pubblicati sul sito della Camera secondo quanto previsto dalla normativa italiana sul finanziamento della politica. Magi e Della Vedova hanno dichiarato esplicitamente di “rivendicare” i fondi ricevuti, definendoli coerenti con i valori liberali e pro-europei del loro partito. Anche Pier Luigi Bersani, in un intervento pubblico del gennaio 2025, ha preso le difese di Soros, definendolo un filantropo e respingendo le accuse di ingerenza straniera nella politica italiana.
Le forze di centrodestra, a partire da Fratelli d’Italia, hanno invece chiesto l’apertura di un dibattito parlamentare sul tema, paventando il rischio di “oscuri condizionamenti” alla politica nazionale da parte di soggetti stranieri. Il deputato FdI Cosimo Baldelli ha sollevato la questione in Aula nell’aprile 2024, chiedendo se fosse nell’interesse dell’Italia che PD e AVS ricevessero “cospicui finanziamenti” da associazioni legate a Soros, per un importo complessivo che supera il milione di euro.
L’impronta globale della Open Society in Italia
I finanziamenti ai singoli parlamentari rappresentano soltanto la punta dell’iceberg di un’attività molto più ampia condotta in Italia dalla Open Society Foundations. Nel solo biennio 2017-2018, la fondazione ha erogato nel nostro Paese 8.527.948 dollari suddivisi in 70 progetti distinti, con beneficiari che includono organizzazioni non governative impegnate nell’immigrazione, onlus per l’assistenza alle comunità rom, associazioni ambientaliste e persino enti locali come il Comune di Ventimiglia. Tra gli enti beneficiati figura anche l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (ASGI), che ha intentato cause legali contro i Comuni che avevano adottato misure restrittive sull’immigrazione clandestina. Prima delle elezioni politiche del 2018, la Open Society aveva inoltre finanziato l’Università di Urbino con 25.000 dollari per un progetto di mappatura dell’informazione politica sui media italiani, un’iniziativa che aveva anch’essa sollevato interrogativi sull’opportunità di finanziamenti esteri in prossimità di tornate elettorali.
Il quadro che emerge dalla ricostruzione complessiva dei flussi finanziari è quello di una strategia strutturata e di lungo periodo, orientata a rafforzare l’area politica progressista, europeista e favorevole alle politiche di accoglienza, attraverso strumenti formalmente leciti ma capaci di incidere significativamente sulle capacità operative e comunicative dei soggetti beneficiari. La questione dell’influenza straniera sulla politica italiana rimane aperta nel dibattito pubblico, con posizioni nettamente contrapposte tra chi vede in questi flussi una forma legittima di cooperazione internazionale tra forze progressiste e chi, al contrario, li interpreta come un tentativo di condizionamento esterno della sovranità democratica del Paese. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
