Una profonda circolazione depressionaria a carattere freddo, alimentata da correnti settentrionali, sta interessando in modo persistente le regioni centro-meridionali italiane, riportando condizioni pienamente invernali nel cuore della primavera meteorologica. Il sistema ciclonico, strutturato su più livelli della troposfera, continua a convogliare aria fredda e instabile verso l’Appennino, determinando precipitazioni diffuse e nevicate fino a quote relativamente basse per il periodo.
I fenomeni più intensi si stanno concentrando lungo la dorsale appenninica centrale, con particolare riferimento all’Abruzzo e al Molise, dove nelle ultime ore si sono registrate vere e proprie bufere di neve a causa della ventilazione sostenuta dai quadranti settentrionali. Le raffiche, localmente superiori ai 60-70 km/h in quota, hanno favorito la formazione di accumuli eolici significativi e condizioni di white-out sui crinali.
I dati rilevati evidenziano accumuli eccezionali per il periodo: in diverse località oltre i 1000 metri si sfiora già il metro di neve fresca caduta in poche ore, con valori ancora superiori sulle cime più elevate. Emblematico il caso di Campo di Giove, nel comprensorio aquilano, dove a circa 1100 metri di quota il manto nevoso ha assunto caratteristiche tipicamente invernali, sia per spessore sia per distribuzione.
L’evoluzione a breve termine indica il persistere del maltempo fino alla giornata di venerdì 3 aprile, con ulteriori apporti nevosi attesi al di sopra dei 1100-1200 metri. Il continuo apporto di aria fredda in quota manterrà la colonna atmosferica favorevole alla neve, mentre le precipitazioni, seppur a tratti intermittenti, potranno risultare ancora localmente intense.
Successivamente, in concomitanza con il weekend pasquale, si prevede un deciso cambio di scenario sinottico: l’attenuazione della struttura depressionaria e l’espansione di un campo anticiclonico determineranno un rapido miglioramento delle condizioni meteo, accompagnato da un sensibile aumento delle temperature, con valori più consoni alla stagione primaverile.
Tuttavia, proprio questa evoluzione termica, unita agli ingenti accumuli di neve fresca e alla stratificazione instabile del manto nevoso, accrescerà sensibilmente il rischio valanghe su gran parte dei settori montuosi interessati. La neve recente, poco consolidata e soggetta a rimaneggiamento eolico, potrà facilmente destabilizzarsi al primo rialzo termico o al passaggio di escursionisti e sciatori.
Le autorità raccomandano quindi la massima prudenza nelle attività in ambiente montano, soprattutto al di sopra del limite boschivo, dove il pericolo valanghe potrà raggiungere livelli marcati. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
