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Meteo, svolta di metà aprile: torna il maltempo e aumenta il rischio di fenomeni intensi

Dopo un avvio caldo e stabile, aprile cambia volto: il ritorno delle correnti atlantiche riporterà piogge e temporali anche intensi, confermando una primavera sempre più dinamica e segnata da contrasti atmosferici marcati.

L’evoluzione atmosferica prevista per la seconda metà di aprile mostra segnali sempre più chiari di una dinamica fortemente variabile sul comparto europeo e mediterraneo. Le più recenti elaborazioni del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine confermano infatti una progressiva riorganizzazione della circolazione emisferica, con il ritorno del flusso atlantico dopo una prima fase dominata da condizioni anticicloniche di matrice subtropicale.

Nel breve termine, già a partire dai prossimi giorni, l’Italia sarà interessata da un deciso rinforzo dell’anticiclone subtropicale africano. Questa configurazione favorirà un’anomalia termica positiva significativa, con valori che potranno superare anche di 6-8°C le medie climatologiche del periodo, soprattutto sulle regioni centro-settentrionali e sui settori tirrenici. Si tratterà della prima vera “fiammata” calda della stagione primaverile, accompagnata da condizioni di stabilità diffusa e cieli prevalentemente sereni.

Tuttavia, tale fase risulterà temporanea. Le proiezioni a medio-lungo termine evidenziano, a partire indicativamente dal 15 aprile, una ripresa della circolazione zonale atlantica. Questo cambiamento sarà legato a un abbassamento del getto polare e a una maggiore ondulazione dello stesso, favorendo l’ingresso di saccature perturbate verso l’Europa occidentale e successivamente sul bacino del Mediterraneo.

Il ritorno del flusso atlantico comporterà un incremento della variabilità, con il transito di sistemi frontali organizzati in grado di riportare precipitazioni diffuse, inizialmente sulle regioni occidentali del continente e poi anche sull’Italia. In questo contesto, la primavera mostrerà il suo volto più dinamico e instabile, tipico delle stagioni di transizione caratterizzate da marcati scambi meridiani tra masse d’aria di diversa origine.

Particolare attenzione andrà posta all’evoluzione convettiva. L’ingresso di aria più fredda e instabile in quota, in contrasto con l’aria più calda preesistente nei bassi strati, potrà innescare fenomeni temporaleschi anche di forte intensità. Le ore pomeridiane rappresenteranno il momento più favorevole allo sviluppo di celle convettive, con rischio elevato di grandinate e locali raffiche di downburst.

Le aree maggiormente esposte saranno le regioni del Centro-Nord, dove la configurazione barica e la presenza di orografia complessa favoriscono l’innesco e la persistenza dei fenomeni. Non si escludono episodi localmente severi, specie nelle zone di pianura e lungo le fasce prealpine e appenniniche.

Il quadro complessivo evidenzia una marcata alternanza tra fasi anticicloniche calde e improvvisi break instabili, una dinamica sempre più frequente negli ultimi anni e coerente con gli effetti osservati dei cambiamenti climatici. L’atmosfera tende infatti a manifestare una maggiore energia disponibile, traducendosi in eventi più rapidi, intensi e talvolta estremi anche sul territorio italiano.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!