La missione Artemis II della NASA si appresta a concludere il suo viaggio storico con il ammaraggio nell’Oceano Pacifico, al largo di San Diego, in California, previsto per la sera di venerdì 10 aprile 2026 secondo il fuso orario americano, che corrisponde alle 02:07 italiane di sabato 11 aprile. Dopo oltre dieci giorni di volo e più di 1,1 milioni di chilometri percorsi tra andata e ritorno, la capsula Orion “Integrity” riporterà a terra i quattro astronauti della prima missione con equipaggio umano oltre l’orbita terrestre dai tempi del programma Apollo.
L’equipaggio, composto dal comandante Gregory Reid Wiseman, dal pilota Victor Glover, dalla specialista di missione Christina Koch e dall’astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese Jeremy Hansen, ha portato a termine con successo il sorvolo della faccia nascosta della Luna nella notte tra il 6 e il 7 aprile, raggiungendo una distanza massima dalla Terra di circa 406.700 chilometri — un record assoluto per il volo umano, che supera il primato stabilito nel 1970 dall’Apollo 13. Nelle ore successive al flyby lunare, l’equipaggio ha avviato le procedure di ritorno, effettuando test scientifici e riponendo le attrezzature di bordo in vista delle fasi terminali della missione.
La sequenza del rientro
La cronologia del rientro, resa nota dalla NASA, prevede una serie di manovre critiche nella serata del 10 aprile (ora locale statunitense). Alle 18:30 EDT (00:30 del mattino italiane dell’11 aprile) NASA+ darà il via alla copertura in diretta delle fasi finali del rientro. Alle 19:33 EDT (01:33 italiane) avverrà la separazione tra il modulo equipaggio e il modulo di servizio, seguita pochi minuti dopo, alle 19:37 EDT (01:37 italiane), dalla manovra di correzione orbitale per impostare la traiettoria definitiva verso l’atmosfera terrestre. Alle 19:53 EDT (01:53 italiane) Orion raggiungerà l'”entry interface”, ossia il punto di ingresso nell’atmosfera, dove le temperature sullo scudo termico toccheranno i livelli più estremi.
L’ammaraggio vero e proprio è atteso alle 20:07 EDT del 10 aprile, ovvero le 02:07 di sabato 11 aprile secondo l’ora italiana. Personale della NASA e del Dipartimento della Difesa statunitense si occuperà del recupero dell’equipaggio non appena la capsula toccata l’acqua, trasportando gli astronauti a bordo di una nave di recupero nelle acque dell’Oceano Pacifico al largo della California.
Dove seguire il rientro in TV
In Italia, la copertura televisiva del rientro di Artemis II sarà garantita da RaiNews24 e Sky TG24, entrambi già attivi nella copertura del lancio del 1° aprile con collegamenti dal Kennedy Space Center e presumibilmente impegnati anche nelle fasi conclusive della missione. Trattandosi di un evento che cade nella notte italiana tra venerdì e sabato, la copertura potrebbe avvenire nell’ambito delle edizioni notturne dei rispettivi canali all-news.
Dove seguirlo in streaming
La fonte principale per seguire l’ammaraggio in diretta resta NASA+, la piattaforma ufficiale dell’agenzia spaziale americana, che avvierà la propria copertura a partire dalle 18:30 EDT (00:30 italiane). In parallelo, la diretta sarà disponibile sul canale YouTube ufficiale della NASA, accessibile gratuitamente da qualsiasi dispositivo, così come sui profili social ufficiali dell’agenzia. L’evento è stato trasmesso e commentato in italiano anche da Link4Universe su YouTube, canale che durante le fasi precedenti della missione ha prodotto dirette continue di oltre 24 ore consecutive.
Ulteriori trasmissioni in streaming globale dei momenti salienti della missione sono state diffuse anche su piattaforme come Netflix, Amazon Prime Video, HBO Max e Peacock, che hanno partecipato alla copertura mediatica dell’evento sin dalle fasi centrali del volo. Il Virtual Telescope Project ha inoltre fornito riprese in diretta della navetta Orion dal suolo, rappresentando un ulteriore punto di accesso per il pubblico appassionato di astronomia.
Una missione storica
Artemis II rappresenta il primo volo umano nello spazio profondo da oltre cinquant’anni, segnando il ritorno dell’uomo nelle vicinanze della Luna dopo l’ultima missione Apollo nel 1972. Durante il sorvolo del 6-7 aprile, l’equipaggio ha documentato la superficie lunare con 32 telecamere, osservando strutture come il cratere Hertzsprung e il Mare Orientale, e ha vissuto la spettacolare visione di un’eclissi solare durata 53 minuti, con la Luna che occultava completamente il Sole per oltre tre quarti d’ora. Il record di distanza stabilito — 406.700 chilometri — supera quello dell’Apollo 13 del 1970 e costituisce il punto di riferimento per le future missioni del programma Artemis, che puntano a un allunaggio con equipaggio nel corso dei prossimi anni.
Il volo di ritorno ha richiesto ulteriori giorni di navigazione interplanetaria, durante i quali l’equipaggio ha completato test scientifici e verifiche dei sistemi di bordo prima di avviare le procedure definitive per il rientro. Il successo dell’ammaraggio segnerà la conclusione di una missione che ha posto le basi operative e tecnologiche per i futuri voli con equipaggio attorno alla Luna e, in prospettiva, verso la superficie del satellite naturale della Terra. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
