Michele Gamba, segretario di un circolo del Pd a Monza, è finito al centro di una polemica politica per una serie di post pubblicati sui social media. Secondo quanto riportato da Il Giornale, il caso è esploso quando Gamba ha scritto: “L’Iran poi non è nemico dell’Occidente, ha sempre avuto ottimi rapporti con l’Italia ed è piuttosto nemico di Israele (giustamente, Israele è uno Stato illegittimo e terrorista, e va annientato)”, nell’ambito di una discussione online sul conflitto in Iran.
Le parole hanno immediatamente attirato l’attenzione del centrodestra, che ha chiesto chiarimenti alla segretaria Elly Schlein sul rappresentante locale del suo partito. Gamba si definiva marxista e anticapitalista, ma a seguito della polemica avrebbe rimosso dai propri profili tali riferimenti ideologici.
Non si tratta, secondo Il Giornale, di un episodio isolato. Il segretario di circolo aveva scritto in precedenza: “Abbiamo una missione storica da compiere per il bene dei nostri figli e delle generazioni future: smantellare il capitalismo”. Il professor Riccardo Puglisi ha poi segnalato un altro post in cui Gamba scriveva: “Hahahaha tutto il mondo odia Israele e tutto il mondo sta facendo oggi il tifo per i guardiani della rivoluzione. Forza Iran, facci sognare”, corredato da un’emoji a forma di cuoricino.
Tra i post segnalati figurano anche commenti sugli sviluppi del conflitto: “intanto l’Iran è ancora in piedi, Tel Aviv continua a bruciare, e i soldati israeliani continuano a tornare a casa orizzontali”, accompagnato dall’immagine di una bottiglia di spumante stappata. In risposta a un tweet dell’Ansa riguardante i cosiddetti “surfisti israeliani”, Gamba avrebbe allegato l’immagine di un cappio. Il professor Stefano Putinati ha pubblicamente chiesto se avesse rimosso quel post, senza ricevere risposta.
Solo pochi giorni prima dell’esplosione delle polemiche, Gamba aveva scritto che “gli ayatollah hanno inventato come castigare l’impero americano nel XXI secolo”. Interpellato sul posizionamento del Pd riguardo alle dichiarazioni di Giuseppe Conte sull’Italia e la Cina, avrebbe risposto: “personalmente sono d’accordo, ma non conosco la posizione ufficiale del Pd”.
Il caso ha riacceso il dibattito sull’identità e i confini del discorso politico all’interno del Partito Democratico. La vicenda è stata utilizzata da esponenti del centrodestra per sollevare domande sulla coerenza tra le posizioni espresse da singoli iscritti e la linea ufficiale del partito guidato da Elly Schlein. Fino al momento della pubblicazione, non risulta una presa di posizione formale del Pd sul caso specifico. (Fonte: Il Giornale) Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
