Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini interviene sullo scenario internazionale legato alle tensioni con l’Iran, esprimendo forte preoccupazione per un possibile deterioramento della situazione nel Golfo. In un collegamento in diretta su Telelombardia, il leader della Lega ha commentato le notizie relative a un possibile blocco dello stretto di Hormuz annunciato dal presidente statunitense Donald Trump, sottolineando i rischi di un’escalation militare.
Salvini ha evidenziato come un’azione di tale portata potrebbe innescare conseguenze imprevedibili su scala globale, evocando il timore di una crisi capace di avvicinare il mondo a un conflitto su larga scala. Il riferimento è allo stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale, la cui eventuale chiusura rappresenterebbe un punto di rottura negli equilibri internazionali già fragili.
“Leggevo che Trump oggi annuncia il blocco dello stretto di Hormuz: speriamo non ci si avvicini alla terza guerra mondiale perchè lì basta un missile nel posto sbagliato… Bisogna stare estremamente attenti. Quindi, anziché attaccare il Santo Padre, aiuterei e sosterrei le sue parole di pace”.
Nel suo intervento, il vicepremier ha invitato alla massima cautela, sottolineando come “basti un missile nel posto sbagliato” per provocare un effetto domino incontrollabile. Da qui l’appello diretto a Trump affinché privilegi la via diplomatica e si allinei alle posizioni espresse da Papa Francesco, da tempo impegnato nel promuovere il dialogo e la de-escalation dei conflitti.
Il passaggio più politico delle dichiarazioni riguarda proprio il rapporto con il Pontefice: Salvini ha invitato il presidente americano a evitare polemiche nei confronti del Santo Padre e, al contrario, a sostenere il suo messaggio di pace, ritenuto cruciale in una fase storica segnata da tensioni crescenti in diversi scenari geopolitici.
“Papa Leone è una guida spirituale per miliardi cattolici ma, al di là di questo, se c’è una persona che si sta spendendo per la pace è Papa Leone e quindi attaccarlo non mi sembra cosa intelligente e utile da fare”.
Le parole del leader leghista si inseriscono in un contesto internazionale delicato, dove ogni mossa diplomatica o militare rischia di avere ripercussioni immediate sui mercati, sulla sicurezza energetica e sugli equilibri tra le grandi potenze. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
