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Spagna, Sánchez da il via libera alla regolarizzazione 500 mila clandestini

Il governo spagnolo avvia una maxi regolarizzazione dei migranti irregolari, puntando su lavoro e sostenibilità demografica. La misura riapre il confronto politico interno e chiama le opposizioni a una posizione coerente.

Il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez ha approvato un decreto che avvia un processo straordinario di regolarizzazione per circa mezzo milione di migranti privi di documenti presenti nel Paese. L’annuncio è arrivato attraverso una lettera pubblicata sui social dal premier, impegnato in visita ufficiale a Pechino, dove ha poi ribadito i contenuti della misura nel corso di una conferenza stampa.

Nel documento, Sánchez ha chiarito che il provvedimento segna “l’inizio di un processo straordinario di regolarizzazione di persone che vivono nel nostro Paese” senza uno status legale definito. Una decisione che, ha sottolineato, risponde a sollecitazioni provenienti da una pluralità di attori esterni all’esecutivo, tra cui la Chiesa cattolica, organizzazioni sociali e rappresentanti del mondo imprenditoriale. Secondo il capo del governo, questi soggetti hanno chiesto di riconoscere diritti a persone già integrate nel tessuto economico e potenzialmente in grado di contribuire alla crescita.

Nel confronto politico interno, Sánchez ha rivolto un appello al Partito Popolare affinché sostenga la misura, richiamando sia le posizioni espresse dalla Chiesa in materia migratoria sia precedenti analoghi. Il premier ha infatti ricordato come, sotto la guida dell’allora presidente José María Aznar, un governo conservatore avesse già promosso una regolarizzazione su larga scala, coinvolgendo circa mezzo milione di persone.

Al centro dell’argomentazione dell’esecutivo vi è il ruolo dell’immigrazione nell’economia nazionale. Sánchez ha evidenziato come il contributo dei migranti sia “molto positivo” in termini di crescita, creazione di occupazione e sostenibilità del sistema previdenziale. In particolare, ha richiamato l’impatto sul mantenimento dell’equilibrio della Sicurezza Sociale, sottolineando come l’apporto di nuovi lavoratori sia cruciale per garantire le pensioni presenti e future.

Il premier ha inoltre collegato la misura alla più ampia sfida demografica che interessa la Spagna e, più in generale, le società occidentali, segnate da un progressivo calo delle nascite. Secondo Sánchez, questa tendenza va affrontata con un doppio binario: da un lato politiche a sostegno delle famiglie, come l’estensione dei congedi di paternità e maternità; dall’altro una gestione ordinata e regolare dei flussi migratori.

Il governo rivendica quindi la regolarizzazione come uno strumento con un ampio consenso trasversale, non solo sul piano economico, ma anche sociale e culturale. Un intervento che punta a trasformare una presenza già radicata sul territorio in una risorsa formalmente riconosciuta, inserendola in modo strutturale nel sistema produttivo e nel quadro dei diritti. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!