Una fase marcatamente dinamica interesserà l’Italia tra martedì 21 e mercoledì 22 aprile, per effetto del transito di un fronte instabile in quota associato a correnti più fresche di matrice nord-europea. L’interazione tra l’aria più fredda in ingresso e il calore preesistente sul Mediterraneo favorirà lo sviluppo di convezione profonda, con la formazione di celle temporalesche organizzate e localmente di forte intensità.
Nel corso di martedì 21 aprile il fronte temporalesco attraverserà le regioni settentrionali estendendo i suoi effetti a parte del Centro. Le aree a maggiore criticità risultano Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, oltre ai settori collinari e montuosi di Liguria, Emilia-Romagna e Toscana. In queste zone sono attesi rovesci temporaleschi a elevata intensità, con accumuli localmente abbondanti concentrati in brevi intervalli temporali, associati a raffiche di vento convettive e grandinate.
Nel corso della giornata, e soprattutto verso le ore serali, l’instabilità tenderà a propagarsi verso il medio versante adriatico e il Sud, coinvolgendo Marche, Abruzzo, Molise e fino alla Puglia. In tali contesti si segnala la possibilità di fenomeni grandinigeni con chicchi di diametro compreso tra 2 e 3 cm, indicativi di moti verticali intensi all’interno dei cumulonembi. Al seguito del sistema frontale è atteso un temporaneo calo delle temperature, più sensibile al Centro-Nord.
La giornata di mercoledì 22 aprile vedrà un progressivo esaurimento dei fenomeni sulle regioni settentrionali, mentre condizioni di instabilità residua interesseranno il basso versante tirrenico e parte del Sud. In particolare, precipitazioni sparse potranno coinvolgere il Lazio meridionale, la Basilicata, la Campania meridionale e la Calabria, con maggiore incidenza sull’area cosentina, oltre ai settori interni della Sardegna. Residui fenomeni potranno inoltre interessare i comparti alpini e prealpini centro-occidentali.
Dal punto di vista sinottico, il miglioramento sarà determinato da un deciso rinforzo del campo anticiclonico a partire da giovedì 23 aprile. L’aumento della pressione atmosferica garantirà condizioni di stabilità diffusa e prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte del territorio nazionale, fatta eccezione per isolati rovesci residui sulla Sicilia centro-orientale. Tale configurazione anticiclonica appare destinata a consolidarsi almeno fino al weekend del 25-26 aprile.
Dal punto di vista microfisico, la genesi della grandine è strettamente connessa alla dinamica interna dei cumulonembi, nubi a sviluppo verticale che possono superare i 10-12 km di altezza. All’interno di queste strutture, intense correnti ascensionali trasportano gocce d’acqua sopraffusa verso livelli con temperature inferiori a 0°C, favorendo la nucleazione di embrioni ghiacciati. Il continuo ciclo di salita e discesa all’interno della nube consente ai chicchi di accrescersi per stratificazione successiva di ghiaccio. La dimensione finale dipende dall’intensità delle correnti ascensionali e dal contenuto d’acqua liquida disponibile: condizioni particolarmente energetiche possono sostenere chicchi fino a diversi centimetri di diametro prima della caduta al suolo.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
