Alle 02:27 di martedì 21 aprile 2026, un asteroide grosso come un autobus compirà il suo passaggio più ravvicinato alla Terra. A confermarlo sono i dati del Near-Earth Objects Coordination Centre dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e del Center For Near Earth Object Studies (CNEOS) del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA.
L’asteroide, designato 2026 HJ1, è stato identificato per la prima volta sabato 18 aprile 2026 nei dati dell’Osservatorio Mt. Lemmon Survey in Arizona, negli Stati Uniti, un sistema di sorveglianza per la difesa planetaria integrato nel programma Catalina Sky Survey, finanziato dalla NASA. L’oggetto, grande più o meno come un autobus, non rappresenta alcun pericolo: sorvolerà il nostro pianeta a una distanza perfettamente sicura, senza alcun rischio di impatto con la superficie terrestre.
I dati ufficiali dell’ESA indicano che il passaggio avverrà alle 00:27 del Tempo Coordinato Universale (UTC), corrispondenti alle 02:27 ora italiana, alla distanza di 0,004301 unità astronomiche. Poiché una unità astronomica corrisponde a circa 150 milioni di chilometri — la distanza tra il centro della Terra e il centro del Sole — l’asteroide transiterà a circa 643.500 chilometri dalle nostre teste, pari a meno del doppio della distanza media che ci separa dalla Luna, stimata in circa 384.000 chilometri.
A quella distanza, l’oggetto transiterà a una velocità di 10,6 chilometri al secondo, pari a circa 38.160 chilometri orari. Sul piano delle dimensioni, l’ESA stima un diametro compreso tra 5 e 12 metri; una valutazione quasi identica a quella del CNEOS/JPL della NASA, che indica un range tra 5,4 e 12 metri.
L’oggetto non rappresenta alcun pericolo esistenziale per l’umanità: oggetti di queste dimensioni, qualora dovessero impattare, causerebbero danni localizzati, non globali. Tuttavia, un termine di confronto torna utile per comprendere il potenziale distruttivo: la meteora di Chelyabinsk, esplosa il 13 febbraio 2013 nei cieli dell’omonima cittadina russa, aveva un diametro di circa 15 metri e una massa di circa 10.000 tonnellate. L’esplosione nell’atmosfera generò un’onda d’urto che mandò in frantumi i vetri delle finestre su un’area vastissima, causando circa 1.500 feriti. Un frammento sopravvissuto all’attrito atmosferico, del peso di 570 chilogrammi, fu recuperato in un lago di una zona remota della Russia.
Il caso di HJ1 evidenzia tanto la efficacia quanto i limiti delle reti di sorveglianza planetaria. L’asteroide è stato avvistato soltanto tre giorni prima del sorvolo, dimostrando come molti oggetti di queste dimensioni vengano scoperti a ridosso del passaggio ravvicinato — e non con mesi o anni di anticipo. È per questo che il monitoraggio costante del firmamento resta una priorità assoluta per le agenzie spaziali di tutto il mondo.
L’ESA e la NASA continuano a tracciare il transito attraverso i loro rispettivi centri dedicati. Per chi volesse seguire in tempo reale la traiettoria, i dati completi sono disponibili sulla pagina del Near-Earth Objects Coordination Centre dell’Agenzia Spaziale Europea e sul portale Asteroid Watch del JPL della NASA. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
