Sondaggi politici, il Campo Largo in vantaggio sul centrodestra: Schlein pronta a governare

Il ritorno all’equilibrio tra centrodestra e Campo Largo ridisegna lo scenario politico in vista del 2027: margini ridotti, leadership in bilico e nuovi attori rendono la sfida sempre più aperta e imprevedibile.

Il quadro politico italiano torna in equilibrio, con uno scarto minimo che riapre una competizione che fino a pochi mesi fa sembrava segnata. Secondo gli ultimi sondaggi di maggio realizzati da Barometro Politico di Demopolis, il cosiddetto Campo Largo – formato da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, +Europa e Italia Viva – sfiora il 46% dei consensi, superando di mezzo punto il centrodestra, fermo al 45,3%.

Un margine ridotto ma altamente significativo, soprattutto se letto in prospettiva. Solo sei mesi fa, infatti, la coalizione guidata da Giorgia Meloni si attestava attorno al 48,6%, con un vantaggio più ampio e strutturale. Il progressivo riavvicinamento registrato nelle ultime rilevazioni, complice anche l’effetto della recente tornata referendaria, restituisce oggi l’immagine di un sistema politico nuovamente contendibile, dove ogni decimale può risultare decisivo.

A incidere sugli equilibri del centrodestra è anche la comparsa di nuovi soggetti politici. Il movimento Futuro Nazionale fondato da Roberto Vannacci raccoglie il 3,6%, una quota che, pur non elevata, appare sufficiente a sottrarre consenso soprattutto all’area di governo. Un dato che contribuisce a spiegare la contrazione del centrodestra rispetto ai mesi precedenti e che potrebbe rivelarsi determinante in caso di consolidamento di questa offerta politica alternativa.

Sul fronte centrista, invece, emerge la difficoltà di Azione: il partito guidato da Carlo Calenda si fermerebbe al 2,7%, rimanendo sotto la soglia di sbarramento del 3% prevista dall’attuale legge elettorale. Una condizione che rischia di limitarne la rappresentanza parlamentare e di ridurre ulteriormente il peso dell’area moderata autonoma.

Non meno rilevante è il dibattito interno al Campo Largo, dove la questione della leadership resta aperta. Secondo il sondaggio Demopolis per Otto e Mezzo, il 53% degli elettori progressisti ritiene necessario ricorrere alle primarie per individuare il candidato premier della coalizione, mentre il 38% preferirebbe una soluzione politica senza passare da una consultazione aperta.

Nel confronto diretto tra i principali leader, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein raccoglie il 44% delle preferenze, seguita dal presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte al 40%, con un 16% di indecisi. Un distacco contenuto che evidenzia l’assenza, allo stato attuale, di una leadership pienamente consolidata all’interno dell’area progressista.

Il dato complessivo consegna dunque un sistema politico in fase di riequilibrio, dove la distanza tra i due poli si misura ormai in frazioni di punto e dove fattori come nuove formazioni politiche, scelte strategiche e leadership interne possono determinare spostamenti significativi nel consenso. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!