Milo Infante e l’addio alla Rai: “Ecco perché ho accettato di andare a Mediaset”

Il passaggio di Milo Infante a Mediaset segna un cambio rilevante negli equilibri televisivi, tra fiducia dei vertici e volontà di rinnovamento, in un momento di trasformazione per i volti storici dell’informazione.

Il passaggio di Milo Infante dalla Rai a Mediaset rappresenta uno dei movimenti più inattesi e discussi degli ultimi mesi nel panorama televisivo italiano. Dopo anni alla guida di Ore 14, il giornalista ha deciso di lasciare il servizio pubblico per approdare alla storica concorrente di Cologno Monzese, sorprendendo addetti ai lavori e pubblico. Una scelta che ha alimentato interrogativi e retroscena, chiariti dallo stesso Infante in un’intervista rilasciata a Libero e ripresa dal portale de Il Fatto Quotidiano.

Nel suo primo intervento pubblico dopo l’annuncio, il conduttore ha voluto sottolineare l’approccio con cui intende iniziare questa nuova fase professionale, all’insegna della discrezione e della gradualità. “Si deve entrare con umiltà in una nuova Azienda, conoscerla, proporre progetti adeguati, considerare gli spazi disponibili e poi parlare di programmi…” ha dichiarato, lasciando intendere che non ci sarà alcuna accelerazione forzata, ma un percorso costruito passo dopo passo all’interno della realtà Mediaset.

A pesare in maniera decisiva sulla scelta di lasciare la Rai, dove Infante ha costruito gran parte della propria carriera, è stata la fiducia immediata ricevuta dai vertici del gruppo televisivo guidato da Pier Silvio Berlusconi. Il giornalista non ha nascosto il valore attribuito a questo elemento: “La cosa che mi ha conquistato e convinto è stata l’immediata fiducia che il presidente Pier Silvio Berlusconi e il direttore Crippa hanno riposto in me…”. Un riconoscimento che si traduce, per Infante, in una responsabilità professionale ben precisa: “Per cui il primo vero impegno sarà ripagare questa fiducia offertami assieme alla grande possibilità che mi è stata data…Per questo motivo ho parlato di punto di arrivo…”.

Il trasferimento non esclude, inoltre, possibili continuità con l’esperienza precedente. Il conduttore ha infatti aperto alla possibilità di portare con sé alcuni membri della squadra che lo ha accompagnato negli anni di Ore 14, pur ribadendo la volontà di integrarsi pienamente nella nuova realtà: “Ora, con pazienza e umiltà mi integrerò nella straordinaria squadra Mediaset dove sono certo di trovare tutte le professionalità necessarie…Questo ovviamente non vuol dire che qualcuno dei miei non mi seguirà…”.

Al di là degli aspetti contrattuali e organizzativi, Infante ha voluto dare anche una lettura personale e formativa di questo passaggio, interpretandolo come un’occasione di crescita dopo oltre due decenni nello stesso contesto: “Dopo 23 anni mi trasferisco a Mediaset per imparare…”. Un’affermazione che restituisce il senso di una scelta non soltanto professionale, ma anche umana.

Infine, il giornalista ha rivelato con sorpresa l’ondata di affetto ricevuta dopo l’annuncio dell’addio alla Rai, segno di un legame ancora molto forte con il pubblico e con l’ambiente lasciato: “Non me lo aspettavo davvero…”. Un elemento che contribuisce a definire il clima emotivo di una transizione destinata a lasciare il segno nel sistema televisivo italiano. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!