Permane sull’Europa occidentale un robusto promontorio anticiclonico che continua a garantire condizioni di stabilità diffusa e temperature elevate su gran parte del continente. Il suo bordo orientale interessa direttamente l’Italia, dove il quadro meteorologico resta in prevalenza estivo ma con elementi di instabilità pomeridiana in progressivo aumento. È in questo contesto che si inserisce l’Allerta Meteo emessa da Pretemp per la giornata di martedì 23 giugno 2026.
Il bollettino evidenzia un livello 1 di criticità per l’area pedemontana alpina, in particolare lungo le Prealpi centro-orientali, dove nel corso del pomeriggio potranno svilupparsi temporali a carattere convettivo inizialmente a ridosso dei rilievi. Tali fenomeni sono destinati, secondo le simulazioni modellistiche più aggiornate, a propagarsi verso le pianure adiacenti, coinvolgendo settori della Pianura Padana nord-orientale. In queste aree non si escludono fenomeni intensi, accompagnati da raffiche di vento sostenute e grandinate di piccole e medie dimensioni, con diametri stimati fino a 4-5 centimetri.
Un più esteso livello 0 interessa invece gran parte delle aree collinari della penisola e le zone interne della Sardegna. Qui i temporali saranno più isolati e intermittenti, ma non per questo privi di insidie: episodi locali di grandine risultano possibili soprattutto tra Campania e Basilicata, dove l’orografia e le condizioni termo-dinamiche favoriranno lo sviluppo di celle convettive pomeridiane.
Dal punto di vista sinottico, la genesi di questa instabilità è legata alla presenza di un debole minimo depressionario in quota posizionato tra la Sicilia e la Tunisia. Tale configurazione modula la ventilazione alle alte quote, determinando flussi settentrionali sulle regioni settentrionali e correnti sud-occidentali su quelle centrali. Questo assetto favorisce la convergenza e l’innesco di moti convettivi lungo le principali catene montuose italiane.
L’energia disponibile per lo sviluppo dei temporali si presenta elevata, con valori di CAPE che localmente superano i 2500 J/kg, in particolare tra il Mar Tirreno e il comparto compreso tra la Pianura Padana e l’Adriatico settentrionale. Si tratta di parametri indicativi di un’atmosfera potenzialmente instabile, capace di sostenere lo sviluppo di celle temporalesche anche di forte intensità, sebbene generalmente a carattere isolato o organizzate in strutture di breve durata.
Nel corso del primo pomeriggio, i fenomeni tenderanno a svilupparsi lungo le Prealpi centro-orientali e lungo la dorsale appenninica, soprattutto sul versante tirrenico. L’evoluzione successiva resta legata a dinamiche locali e alla capacità delle celle di organizzarsi e propagarsi verso le pianure. Proprio questa possibilità giustifica l’inclusione delle aree pedemontane in un livello di attenzione superiore. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
