Reggio Emilia, rifiuta di dare una pizza gratis: ucciso a coltellate da un extracomunitario. Grave la sorella

Un cliente abituale, descritto come extracomunitario, avrebbe accoltellato a morte un pizzaiolo dopo il rifiuto di una pizza gratis: fermato nella notte, grave la sorella della vittima.
Facebook - Pizzeria Yoghi

Un rifiuto e poi l’escalation di violenza che si trasforma in omicidio. È morto accoltellato nella tarda serata di lunedì 29 giugno Raffaele Stipa, titolare della pizzeria Yoghi in via Gran Sasso d’Italia, nella zona sud di Reggio Emilia. L’uomo, originario di Capo d’Orlando, in provincia di Messina, viveva da anni in città, dove gestiva il locale da circa vent’anni. A colpirlo sarebbe stato un uomo di origine straniera, arrestato poche ore dopo dai poliziotti.

Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio si è verificato poco dopo le 22:30. L’aggressore extracomunitario sarebbe entrato nel locale chiedendo ancora una volta del cibo senza pagare. Di fronte al rifiuto del titolare, la situazione è rapidamente degenerata. Stipa avrebbe cercato di porre fine alle continue richieste gratuite rivolgendosi all’uomo con parole chiare: “Te ne ho già offerte tre, ora basta”. Una frase che, invece di chiudere la discussione, avrebbe scatenato la reazione violenta dell’aggressore, che lo ha colpito mortalmente con un’arma da taglio.

Nel tentativo disperato di fermare l’uomo, è rimasta gravemente ferita anche la sorella del pizzaiolo, intervenuta durante l’aggressione. La donna è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Santa Maria Nuova, dove si trova ricoverata in condizioni serie.

L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenute le Volanti della questura di Reggio Emilia. Gli agenti hanno avviato le ricerche dell’aggressore, rintracciato e arrestato nella notte, intorno alle 2. Gli investigatori stanno ora lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e chiarire ogni dettaglio, anche attraverso le testimonianze raccolte nella zona.

La vicenda ha scosso profondamente la comunità locale, dove Stipa era conosciuto come un lavoratore stimato e presente da anni nel tessuto cittadino. Un episodio di violenza estrema maturato, secondo quanto emerso finora, in un contesto di tensioni ripetute legate alle richieste insistenti del cliente, sfociate in un’aggressione mortale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!