Meteo, ecco quando arriverà la “rottura” dell’estate: la nuova Tendenza ECMWF

L’anticiclone africano potrebbe presto perdere forza: ECMWF intravede un cambio di scenario capace di portare temporali, calo termico e la prima vera svolta dell’estate. Ecco cosa può succedere.

La lunga fase dominata dall’anticiclone subtropicale potrebbe iniziare a mostrare i primi segnali di cedimento durante la seconda decade di agosto. Per una vera “rottura” dell’estate, tuttavia, potrebbe essere necessario attendere ancora a lungo come dimostrato dalle ultime elaborazioni del modello europeo ECMWF. Non si tratterebbe necessariamente della fine definitiva del caldo o dell’avvio anticipato dell’autunno, ma di un cambiamento della circolazione atmosferica potenzialmente più organizzato rispetto ai temporali isolati tipici della stagione.

Alta pressione ancora dominante nella prima parte di agosto

Fino al 9 agosto lo scenario generale rimarrà caratterizzato dalla prevalenza del promontorio subtropicale. La pressione atmosferica continuerà a mantenersi superiore alla media, ostacolando l’ingresso delle perturbazioni atlantiche organizzate.

Le temperature resteranno diffusamente oltre i valori climatici del periodo, con anomalie positive più evidenti sulle regioni peninsulari e nelle aree interne della Sardegna. Le precipitazioni risulteranno generalmente scarse, anche se il forte riscaldamento diurno potrà favorire temporali locali sulle Alpi, lungo l’Appennino e, occasionalmente, sulle pianure vicine ai rilievi.

Questi episodi non rappresenteranno però una vera crisi dell’anticiclone. Saranno fenomeni legati prevalentemente all’instabilità termoconvettiva: possono risultare intensi, con grandine, raffiche di vento e nubifragi circoscritti, ma non modificano in modo duraturo la struttura atmosferica dominante.

Primo indebolimento tra il 10 e il 16 agosto

Un primo cambiamento potrebbe manifestarsi tra il 10 e il 16 agosto. Le proiezioni sub-stagionali basate sul sistema ECMWF mostrano un possibile ridimensionamento dell’anomalia positiva di pressione sull’Europa, accompagnato dal graduale ripristino di correnti occidentali.

Si tratterebbe di un passaggio importante, ma probabilmente ancora insufficiente per parlare di rottura generale dell’estate. Il flusso occidentale potrebbe rendere l’atmosfera meno stabile e favorire maggiori infiltrazioni di aria umida, con effetti potenzialmente più evidenti sulle regioni meridionali e sulle Isole Maggiori.

Le precipitazioni, considerate sull’intera settimana, dovrebbero comunque mantenersi prevalentemente vicine alle medie climatiche. Un segnale più piovoso viene individuato soprattutto tra basso Lazio, coste della Campania e Sicilia. Sul piano termico, invece, il caldo potrebbe continuare a presentare anomalie positive su gran parte del Paese, mentre la Sicilia sud-orientale avrebbe maggiori possibilità di riavvicinarsi ai valori normali.

La settimana che precede Ferragosto potrebbe quindi portare un’attenuazione del dominio anticiclonico e qualche fase temporalesca in più, ma non necessariamente un cambiamento stabile e uniforme da Nord a Sud. La tendenza ufficiale dell’Aeronautica Militare, elaborata attraverso modelli probabilistici, conferma questo possibile parziale affievolimento dell’alta pressione.

La finestra decisiva tra il 17 e il 23 agosto

Il segnale più significativo emerge per la settimana dal 17 al 23 agosto. In questo periodo ECMWF prospetta un ulteriore ridimensionamento delle anomalie positive di pressione e l’affermazione di una circolazione mediamente occidentale.

L’arrivo di masse d’aria atlantiche più umide, sebbene non necessariamente fredde, potrebbe favorire il transito di perturbazioni e sistemi temporaleschi maggiormente organizzati. Le precipitazioni settimanali avrebbero così la possibilità di portarsi sopra la media su buona parte dell’Italia.

Un segnale più neutro, con quantitativi vicini alla norma, rimarrebbe possibile su Abruzzo, Sardegna meridionale, Calabria e Sicilia orientale. Nel resto del Paese aumenterebbe invece la probabilità di una fase più dinamica, caratterizzata da rovesci, temporali e temporanee diminuzioni delle temperature.

Il calo termico non sarebbe però uniforme. I valori potrebbero tornare nella media climatica soprattutto tra basso Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana orientale, Umbria e Sicilia sud-orientale. Su molte altre regioni, nonostante la maggiore instabilità, potrebbe persistere una moderata anomalia positiva.

Questo passaggio rappresenta al momento il candidato principale alla prima vera “rottura” dell’estate meteorologica: non tanto per l’arrivo di freddo fuori stagione, quanto per il possibile cambiamento della configurazione atmosferica, con una minore ingerenza dell’anticiclone africano e una maggiore apertura alle correnti atlantiche.

Possibile consolidamento del cambiamento a fine agosto

Tra il 24 e il 30 agosto lo scenario proposto dalle elaborazioni mensili mantiene una circolazione occidentale di origine atlantica. Se questa configurazione venisse confermata, il cambiamento iniziato nella settimana precedente potrebbe consolidarsi.

Le precipitazioni avrebbero maggiori probabilità di superare la media su Liguria, Emilia-Romagna, coste dell’alto Adriatico, regioni centrali peninsulari, Campania, Basilicata e settori settentrionali di Calabria e Sicilia. Sul resto del territorio nazionale i quantitativi dovrebbero risultare più vicini alla climatologia del periodo.

Anche le temperature potrebbero progressivamente rientrare nella norma su gran parte dell’Italia. Residue anomalie positive rimarrebbero possibili sulle coste campane, sul Salento, in Basilicata, Calabria e Sicilia settentrionale.

“Rottura” non significa fine definitiva del caldo

In meteorologia l’espressione “rottura dell’estate” indica generalmente il passaggio da una lunga fase anticiclonica a una circolazione più dinamica, fresca e perturbata. Non implica necessariamente la conclusione definitiva della stagione estiva.

Dopo un’eventuale fase instabile nella seconda metà di agosto, sono ancora possibili nuove espansioni dell’alta pressione e periodi caldi anche intensi. Con l’avanzare della stagione, tuttavia, le giornate diventano progressivamente più corte, il Mediterraneo accumula molta energia e le prime incursioni atlantiche possono generare temporali particolarmente violenti.

La finestra compresa tra il 17 e il 23 agosto rappresenta dunque la fase attualmente più favorevole per un cambiamento sostanziale. Rimane però una tendenza probabilistica: le previsioni ensemble di ECMWF descrivono gli scenari possibili fino a diverse settimane di distanza, ma non consentono ancora di stabilire date precise, traiettorie delle perturbazioni o regioni maggiormente colpite.

Il verdetto più prudente, quindi, è che prima di Ferragosto potrà verificarsi soltanto un parziale indebolimento dell’anticiclone. La prima possibile vera rottura estiva viene intravista nella seconda metà del mese, con segnali più consistenti tra il 17 e il 23 agosto e un eventuale consolidamento nell’ultima settimana.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it