Giornata di marcata instabilità sull’Italia quella di lunedì 17 agosto 2026, quando il passaggio di un’onda depressionaria lungo il bordo orientale dell’anticiclone nordafricano favorirà lo sviluppo di temporali anche di forte intensità su buona parte del Paese. Le condizioni più critiche sono previste in serata al Nord-Est, mentre fenomeni localmente intensi potranno interessare già dalle prime ore l’Alto Tirreno e, nel pomeriggio, l’Appennino centro-settentrionale e le regioni del medio Adriatico.
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Il quadro emerge dall’Avviso Meteo emesso da Pretemp, che assegna un livello 2 di pericolosità a parte del Nord-Est, oltre che a Slovenia, Istria, parte della Croazia e più in generale all’Alto Adriatico. Un ampio livello 1 interessa invece gran parte delle restanti aree del dominio previsionale, con l’esclusione dell’estremo Nord-Ovest, dell’estremo Sud e delle due Isole Maggiori.
La fase più delicata è attesa tra il tardo pomeriggio e la serata sulle Prealpi venete e friulane, dove dovrebbe organizzarsi una struttura temporalesca multicellulare lineare, tecnicamente definita QLCS. Il sistema tenderà successivamente a muoversi da nord-ovest verso sud-est, raggiungendo le basse pianure di Veneto e Friuli-Venezia Giulia e, tra la tarda serata e la notte, anche Slovenia, Istria e parte della Croazia.
Il principale elemento di pericolo sarà rappresentato dalle violente raffiche convettive associate ai temporali. Sono infatti possibili downburst intensi, con raffiche localmente superiori ai 100 km/h, oltre a nubifragi con precipitazioni capaci di superare i 30 millimetri in un’ora. Potranno verificarsi anche grandinate con chicchi di 3-4 centimetri. La probabilità di grandine di grosse dimensioni viene considerata bassa, ma l’eventuale sviluppo di una o due supercelle all’interno del sistema potrebbe favorire episodi isolati con chicchi fino a 5-6 centimetri.
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L’atmosfera sul Nord-Est sarà particolarmente favorevole allo sviluppo di temporali organizzati: l’elevata quantità di energia disponibile, insieme alla forte presenza di umidità e a una significativa variazione del vento con la quota, potrà sostenere celle temporalesche molto intense. L’arrivo di aria più fredda collegata alla struttura frontale in discesa dalle Alpi contribuirà ulteriormente ad accentuare l’instabilità.
Una prima fase temporalesca potrà però manifestarsi già tra la mattinata e il primo pomeriggio sull’Alto Tirreno. I temporali sviluppatisi sul mare potranno raggiungere soprattutto le aree comprese tra lo Spezzino e il Livornese, con rischio di nubifragi, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. La possibile persistenza delle celle sulle stesse zone rappresenterà un ulteriore elemento di attenzione: localmente gli accumuli potrebbero raggiungere 80-100 millimetri nell’arco di sei ore, qualora si instaurassero convergenze favorevoli tra i venti sul mare.
Dalle ore centrali della giornata l’instabilità aumenterà anche lungo gran parte dell’Appennino centro-settentrionale. Dopo una mattinata generalmente più soleggiata, i primi temporali potranno formarsi sui rilievi per poi intensificarsi e muoversi rapidamente verso il versante adriatico, sospinti dalle correnti occidentali presenti in quota.
Nel pomeriggio particolare attenzione sarà necessaria tra Toscana, Romagna, Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, dove il passaggio di un nucleo di maggiore instabilità in quota potrà rendere più vigorosa l’attività temporalesca. I fenomeni potranno essere accompagnati da precipitazioni molto intense, grandinate di medie dimensioni e raffiche di vento superiori localmente ai 60-70 km/h.
Tra le aree maggiormente esposte a nubifragi e forti raffiche figurano soprattutto la fascia collinare e costiera delle Marche e dell’Abruzzo, mentre lungo l’Appennino risulterà più concreta la possibilità di grandinate. Rispetto al Nord-Est, tuttavia, i temporali dovrebbero presentarsi in maniera più circoscritta e meno organizzata, pur potendo raggiungere localmente forte intensità.
Durante la serata l’instabilità tenderà infine a propagarsi verso le regioni meridionali, con i fenomeni più significativi attesi sul Basso Tirreno. Anche in queste zone i rischi principali saranno rappresentati dalle precipitazioni intense e dalle raffiche di vento associate alle celle temporalesche.
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Sulle aree escluse dai livelli di pericolosità più elevati resta comunque possibile qualche episodio convettivo, generalmente meno intenso, con precipitazioni concentrate inferiori ai 20 millimetri in un’ora e locali grandinate con chicchi generalmente sotto i due centimetri.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
