L’Italia si prepara a vivere l’ultimo fine settimana dal sapore pienamente estivo prima di un cambiamento radicale, destinato a interrompere bruscamente la lunga stagione calda e ad aprire una fase caratterizzata da piogge intense, temporali violenti, venti forti e temperature eccezionalmente basse per il periodo. Tra sabato 5 e domenica 6 settembre il tempo resterà prevalentemente stabile e soleggiato, con massime diffusamente superiori ai 30°C e punte di 32-33°C soprattutto tra Piemonte, Lombardia occidentale, Toscana, Umbria e Lazio, mentre durante la notte e al primo mattino la Pianura Padana continuerà a registrare valori decisamente più gradevoli, spesso compresi tra 15 e 17°C.
Questa parentesi mite rappresenterà però soltanto la quiete prima della tempesta, perché già all’inizio della prossima settimana le infiltrazioni di aria umida inizieranno a indebolire il campo anticiclonico, preparando il terreno all’ingresso di una profonda perturbazione atlantica che, secondo le ultime elaborazioni dei principali centri di calcolo internazionali, attraverserà progressivamente l’intera Penisola.
I primi temporali tra lunedì 7 e martedì 8 settembre
Il cambiamento inizierà a manifestarsi lunedì 7 settembre, quando i primi temporali potranno svilupparsi sulle Alpi e sulle regioni settentrionali, interessando inizialmente Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, con fenomeni localmente più intensi lungo i rilievi e sulle vicine aree pedemontane.
Nel corso di martedì 8 settembre l’instabilità tenderà ad aumentare e ad avanzare verso sud, coinvolgendo anche Liguria, Emilia-Romagna e parte delle regioni centrali, mentre durante il pomeriggio saranno possibili rovesci e temporali lungo la dorsale appenninica tra Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Calabria. Si tratterà della fase preliminare del peggioramento, ancora caratterizzata da fenomeni irregolari e intermittenti, ma accompagnata da un progressivo aumento della nuvolosità e della ventilazione.
Mercoledì 9 settembre arriva la grande tempesta atlantica
La giornata decisiva sarà mercoledì 9 settembre, quando un vasto e intenso sistema perturbato proveniente dall’Atlantico raggiungerà il Nord Italia, provocando un rapido deterioramento delle condizioni atmosferiche a partire dalle regioni nord-occidentali. Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia saranno le prime aree coinvolte, prima dell’estensione delle precipitazioni verso Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Il passaggio del fronte potrà essere accompagnato da piogge molto abbondanti, nubifragi, frequenti fulminazioni, grandinate e violente raffiche di vento, con la possibilità di temporali organizzati e localmente persistenti soprattutto sulla Pianura Padana, lungo le zone pedemontane e sui settori esposti delle Alpi e dell’Appennino settentrionale. Nelle aree maggiormente colpite non si escludono allagamenti, criticità lungo la rete viaria e improvvisi innalzamenti dei corsi d’acqua minori.
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Tra il pomeriggio e la serata il maltempo raggiungerà anche Toscana, Umbria e Marche, per poi estendersi gradualmente verso Lazio e Abruzzo. L’ingresso dell’aria più fredda farà precipitare le temperature anche di oltre 10°C nell’arco di poche ore, determinando un passaggio repentino dal caldo di fine estate a condizioni dal sapore pienamente autunnale.
Giovedì 10 settembre il fronte travolge il Centro-Sud
Giovedì 10 settembre la perturbazione avanzerà con decisione verso le regioni centrali e meridionali, portando piogge intense e temporali su Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, mentre nuovi fenomeni potranno continuare a interessare Marche, Umbria e Toscana. Sardegna e Sicilia saranno coinvolte in maniera più irregolare, ma anche sulle due Isole maggiori potranno svilupparsi rovesci temporaleschi, in particolare lungo i settori esposti alle correnti occidentali e settentrionali.
La presenza di mari ancora molto caldi, contrapposta all’arrivo di aria sensibilmente più fredda alle quote superiori, potrà fornire una notevole quantità di energia ai temporali. Le condizioni risulteranno quindi favorevoli alla formazione di strutture convettive molto organizzate, capaci di produrre grandine, downburst e raffiche localmente superiori ai 100 chilometri orari.
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Lungo le coste tirreniche, ioniche e adriatiche meridionali dovrà essere monitorato anche il rischio di trombe marine, soprattutto in prossimità dei temporali più intensi. L’eventuale arrivo dei vortici sulla terraferma potrebbe determinare fenomeni localmente distruttivi, ma la loro esatta localizzazione potrà essere individuata soltanto attraverso il monitoraggio radar e satellitare a breve termine.
Maltempo anche tra venerdì 11 e domenica 13 settembre
La perturbazione non abbandonerà rapidamente l’Italia, ma potrebbe alimentare una lunga fase instabile tra venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre. Rovesci e temporali continueranno a interessare a più riprese gran parte della Penisola, con una distribuzione destinata a cambiare in base alla posizione del minimo depressionario e alla rotazione delle correnti.
Le regioni adriatiche e meridionali potrebbero rimanere maggiormente esposte nella seconda parte dell’evento, con nuovi temporali tra Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia. Al Nord, invece, il progressivo ingresso di aria più secca potrà favorire alcune schiarite, senza tuttavia escludere ulteriori rovesci sulle Alpi, sul Triveneto e sull’Emilia-Romagna.
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Il sensibile raffreddamento potrà inoltre riportare la neve sulle Alpi a quote medie e sulle cime più elevate dell’Appennino, segnando uno dei primi episodi nevosi della nuova stagione meteorologica.
Freddo anomalo fino alla metà di settembre
La conseguenza più rilevante della tempesta sarà il drastico ridimensionamento delle temperature, che tra lunedì 14 e mercoledì 16 settembre potrebbero portarsi fino a 6-8°C al di sotto delle medie climatologiche. Il calo non riguarderà soltanto il Nord, ma raggiungerà anche il Centro, il Sud e le Isole, dove le massime scenderanno rapidamente rispetto ai valori del weekend.
Le notti diventeranno sensibilmente più fresche, soprattutto nelle vallate alpine e appenniniche, nelle zone interne del Centro e nelle pianure settentrionali, mentre durante il giorno il clima potrà assumere caratteristiche tipiche di ottobre. La fase fresca e instabile potrebbe protrarsi complessivamente per una decina di giorni, impedendo una rapida ricostruzione dell’anticiclone e segnando, almeno temporaneamente, la prima autentica svolta autunnale della stagione.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
