Le elaborazioni aggiornate tra la tarda serata di lunedì 7 e la mattinata di martedì 8 settembre confermano l’arrivo di una perturbazione atlantica destinata a provocare una fase di maltempo severo tra mercoledì 9 e venerdì 11 settembre 2026. Il contrasto tra l’aria più fresca in ingresso, il caldo eccezionale accumulato sulla Pianura Padana e l’enorme quantità di umidità richiamata dal Mediterraneo favorirà temporali organizzati, localmente semi-stazionari, con nubifragi, grandinate, downburst e precipitazioni capaci di provocare allagamenti e alluvioni lampo. Le zone maggiormente esposte saranno inizialmente la Liguria centro-orientale, il Piemonte, la Lombardia, il Triveneto, l’Emilia-Romagna e l’alta Toscana, prima di uno spostamento del maltempo verso il resto del Centro e alcune aree del Sud.
Mercoledì 9 settembre: la fase più pericolosa parte dal Nord
Durante la fascia compresa tra la mezzanotte e le 6:00 di mercoledì i primi temporali collegati al fronte raggiungeranno l’arco alpino occidentale, l’alto Piemonte e la Lombardia, coinvolgendo soprattutto Verbano-Cusio-Ossola, Biellese, Vercellese, Novarese, Varesotto, Comasco e Lecchese. Alcune celle potranno estendersi alle pianure piemontesi e lombarde, mentre sulla Liguria aumenteranno rapidamente le condizioni favorevoli alla formazione di temporali marittimi.
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Tra le 6:00 e le 12:00 il maltempo entrerà nella fase più organizzata sulla Liguria centro-orientale, con particolare attenzione al Genovese, al Tigullio, al Golfo Paradiso, alle Cinque Terre, alla Val di Vara e allo Spezzino. Nella stessa fascia temporale rovesci e temporali intensi attraverseranno Piemonte e Lombardia, raggiungendo Torino, Cuneo, Asti, Alessandria, Milano, Monza e Brianza, Bergamo, Brescia, Pavia, Lodi e Cremona. Il rischio principale sarà rappresentato dalle piogge concentrate e dai downburst, capaci di produrre raffiche improvvise e particolarmente violente.
Tra le 12:00 e le 18:00 l’attività temporalesca si estenderà progressivamente verso Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, interessando le province di Trento e Bolzano e successivamente Veronese, Vicentino, Bellunese, Trevigiano, Padovano, Veneziano, Pordenonese, Udinese, Goriziano e Triestino. Temporali forti potranno contemporaneamente attraversare la pianura lombarda orientale, comprese le province di Brescia, Cremona e Mantova, per poi raggiungere l’Emilia, inizialmente tra Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena.
Durante il pomeriggio aumenterà anche il rischio di grandine, localmente di grosse dimensioni, soprattutto lungo la fascia compresa tra Emilia-Romagna e Toscana, dove l’energia disponibile potrà favorire temporali più strutturati e isolate supercelle. I fenomeni potranno essere accompagnati da raffiche lineari molto forti, frequente attività elettrica e improvvise riduzioni della visibilità.
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Tra le 18:00 e la mezzanotte le condizioni più critiche insisteranno sul basso Piemonte, sulla Lombardia centro-orientale, sull’Emilia-Romagna, sul Triveneto e sull’Alto Adriatico, mentre temporali localmente violenti raggiungeranno la Toscana partendo dalle province di Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Pistoia, per poi estendersi verso Prato, Firenze e Livorno. Proprio tra la Liguria orientale e l’alta Toscana potranno formarsi celle temporalesche rigeneranti, capaci di scaricare grandi quantità di pioggia ripetutamente sulle medesime zone.
Gli accumuli complessivi entro la mezzanotte potranno raggiungere localmente i 150-200 millimetri sulla Liguria centro-orientale, mentre valori di 60-80 millimetri saranno possibili sulle Alpi, sulle Prealpi e su alcuni settori pianeggianti del Piemonte e della Lombardia. Quantitativi di questa portata, qualora concentrati in poche ore, potranno provocare allagamenti urbani, esondazioni dei corsi d’acqua minori, colate di fango e alluvioni lampo nei bacini più piccoli e reattivi.
Sui mari aumenterà inoltre il rischio di trombe marine, soprattutto sul Mar Ligure, sull’alto Tirreno e sull’Alto Adriatico, con possibili improvvisi ingressi delle strutture vorticose lungo le coste liguri, toscane, venete e friulane.
Giovedì 10 settembre: nubifragi verso Emilia-Romagna e Centro
Durante la notte tra mercoledì e giovedì, indicativamente tra la mezzanotte e le 6:00, i temporali continueranno a interessare la Liguria orientale, l’alta Toscana, l’Emilia-Romagna, la Lombardia sud-orientale e le pianure venete. La presenza di sistemi temporaleschi poco mobili manterrà elevato il rischio di piogge persistenti, allagamenti e improvvisi aumenti dei livelli dei torrenti.
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Tra le 6:00 e le 12:00 di giovedì la fase più intensa si concentrerà sull’Emilia-Romagna, coinvolgendo Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e successivamente Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. La regione potrà registrare picchi pluviometrici complessivi di 100-150 millimetri entro la mezzanotte, con rischio di nubifragi, alluvioni lampo e criticità lungo i corsi d’acqua minori, soprattutto nelle aree pedecollinari e appenniniche.
Nella stessa fascia temporale il maltempo investirà gran parte della Toscana, con temporali forti sulle province di Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Firenze e Livorno, successivamente estesi verso Siena, Arezzo e Grosseto. Sulla Toscana settentrionale saranno possibili accumuli locali di 100-150 millimetri, accompagnati da grandinate, colpi di vento e frequenti fulminazioni.
Tra le 12:00 e le 18:00 rovesci e temporali intensi raggiungeranno l’Umbria, interessando Perugino, Ternano, Trasimeno, Valle Umbra, Alto Tevere e bacino del Nera, per poi estendersi alle Marche settentrionali e centrali, con maggiore esposizione per le province di Pesaro-Urbino e Ancona. Anche in queste aree saranno possibili nubifragi localizzati, grandinate e raffiche convettive molto forti.
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Durante la fascia compresa tra le 18:00 e la mezzanotte il fronte avanzerà verso il Lazio, con temporali inizialmente più probabili tra Viterbese, area romana e provincia di Latina, in successiva estensione verso Reatino e Frusinate. Nelle stesse ore aumenterà l’instabilità sulla Sardegna e sulla Sicilia occidentale, soprattutto tra Trapanese, Palermitano occidentale e Agrigentino, mentre i primi temporali potranno raggiungere l’alta Campania tra Casertano, Beneventano e area napoletana.
Venerdì 11 settembre: ancora fenomeni intensi prima dell’attenuazione
Durante la notte e la prima mattinata di venerdì il rischio di temporali forti resterà elevato sull’Emilia-Romagna, sulle regioni centrali e tra Campania e Sicilia occidentale. Nuovi nubifragi potranno interessare soprattutto la Romagna, le Marche, l’Umbria, il Lazio e la Campania, mentre sulla Toscana i fenomeni inizieranno progressivamente ad attenuarsi procedendo da ovest.
Tra la mattinata e il primo pomeriggio persisteranno rovesci e temporali intermittenti sulla fascia adriatica centrale, sull’Appennino e sulle regioni meridionali tirreniche, con possibili fenomeni intensi tra Casertano, Napoletano, Salernitano e settori occidentali della Sicilia. Dal pomeriggio è atteso un graduale miglioramento sulle regioni settentrionali e sul versante tirrenico centrale, mentre gli ultimi temporali potranno resistere più a lungo sull’Emilia-Romagna orientale, sulle Marche e nelle zone interne del Centro-Sud.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
