La Protezione Civile ha emesso una Allerta Meteo per la giornata di domani, venerdì 11 settembre 2026, con condizioni di criticità che interesseranno diverse regioni italiane. Il livello più elevato previsto è l’allerta arancione per rischio idrogeologico in Friuli Venezia Giulia, mentre l’allerta gialla riguarderà, a seconda delle aree, il rischio idraulico, idrogeologico e temporali.
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In Friuli Venezia Giulia è prevista una moderata criticità per rischio idrogeologico, corrispondente ad allerta arancione, sul Bacino dell’Isonzo e sulla Pianura di Udine e Gorizia, quindi soprattutto nei territori delle province di Udine e Gorizia, e sul Bacino di Levante-Carso, area che interessa in particolare il territorio di Trieste e parte di quello goriziano. Nelle zone sottoposte ad allerta arancione potranno verificarsi fenomeni di dissesto idrogeologico, innalzamenti dei corsi d’acqua minori, allagamenti e criticità legate alla saturazione dei terreni.
Sempre in Friuli Venezia Giulia sarà inoltre in vigore un’allerta gialla per rischio idraulico sul Bacino dell’Isonzo e sulla Pianura di Udine e Gorizia. Allerta gialla per rischio idrogeologico anche sul Bacino del Livenza e del Lemene, settore che coinvolge principalmente l’area occidentale della regione, nel territorio di Pordenone.
In Emilia-Romagna l’allerta sarà gialla sia per rischio idraulico sia per rischio idrogeologico nell’Alta collina romagnola, nella Montagna romagnola, nella Collina bolognese e nella Montagna bolognese. Le aree interessate ricadono soprattutto nei territori delle province di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, con particolare attenzione ai settori collinari e appenninici.
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In Lombardia è prevista allerta gialla per rischio idraulico sulle Orobie bergamasche, sul Nodo idraulico di Milano e sulla Pianura centrale. Sono quindi coinvolti, a seconda dei bacini e delle zone di allertamento, i territori delle province di Bergamo e Milano e alcune aree della pianura lombarda centrale. Il rischio idrogeologico, sempre di livello giallo, interesserà invece Lario e Prealpi occidentali, Orobie bergamasche, Media-bassa Valtellina, Laghi e Prealpi Varesine, Valcamonica, Laghi e Prealpi orientali, Nodo idraulico di Milano e Pianura centrale. L’allerta riguarda dunque porzioni delle province di Como, Lecco, Varese, Sondrio, Bergamo, Brescia e Milano, oltre ai territori della pianura centrale compresi nelle relative zone di allertamento.
Sul fronte dei temporali, la Protezione Civile indica un’allerta gialla in Abruzzo, Campania e Molise. In Abruzzo la criticità riguarda il Bacino Alto del Sangro, con interessamento soprattutto della provincia dell’Aquila e delle aree interne poste lungo il bacino.
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In Campania l’allerta gialla per temporali è particolarmente estesa. Sono comprese Alta Irpinia e Sannio, Basso Cilento, Tanagro, Piana campana, Napoli, Isole e Area vesuviana, Piana del Sele e Alto Cilento, Alto Volturno e Matese, Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini, Tusciano e Alto Sele. Il quadro interessa pertanto tutte le province campane: Napoli, Caserta, Benevento, Avellino e Salerno, con possibili fenomeni temporaleschi localmente intensi.
In Molise l’allerta gialla per temporali interesserà le zone Frentani-Sannio-Matese e Alto Volturno-Medio Sangro, coinvolgendo settori delle province di Campobasso e Isernia.
Allerta gialla per rischio idrogeologico anche nelle Marche, dove risultano interessate tutte le principali zone di allertamento regionali, Marc-1, Marc-2, Marc-3 e Marc-4. Il livello di attenzione riguarda quindi, secondo la suddivisione territoriale dei bacini, aree delle province di Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno.
In Umbria l’allerta gialla per rischio idrogeologico sarà attiva nelle zone del Medio Tevere, Nera-Corno e Chiani-Paglia. Le criticità potranno quindi interessare settori sia della provincia di Perugia sia di quella di Terni.
Particolarmente estesa anche l’allerta gialla per rischio idrogeologico in Veneto, dove sono coinvolte numerose zone della pianura e della fascia costiera. L’allerta interessa la Pianura centro-meridionale e la Bassa Padovana, i bacini Fratta-Gorzone, Adige e Scolante in Laguna, i Colli Euganei e Berici, i bacini Bacchiglione, Brenta, Fissero-Tartaro-Canalbianco, Po, Piave, Sile, Livenza, Lemene e Tagliamento, oltre alla costa centro-meridionale, al Delta del Po, alla pianura centro-orientale, alla fascia compresa tra Livenza e Piave, alla pianura polesana, alla costa orientale, alla pianura centrale, al Polesine occidentale, alla Bassa Veronese e alle Valli Grandi Veronesi. Il quadro interessa quindi ampie porzioni delle province di Venezia, Padova, Rovigo, Verona, Vicenza e Treviso.
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Per venerdì 11 settembre, dunque, l’attenzione maggiore sarà concentrata sul Friuli Venezia Giulia, unica regione interessata da un livello di allerta arancione. Nel resto dei territori segnalati resta in vigore l’allerta gialla, con rischi differenti in funzione delle caratteristiche dei bacini: possibili criticità idrauliche lungo il reticolo principale, fenomeni idrogeologici nei settori più vulnerabili e temporali localmente intensi nelle regioni del Centro-Sud interessate.
