Meteo, in arrivo Gelo dalla Russia e Rischio Cicloni esplosivi dall’Atlantico: la tendenza

Due gigantesche masse d’aria stanno per contendersi l’Europa: sarà la loro prossima mossa a decidere se l’Italia resterà ancora in attesa o verrà trascinata nel vero autunno.

L’autunno comincia finalmente a mostrare i muscoli, ma lo farà attraverso una configurazione atmosferica complessa e ancora lontana dal garantire il ritorno delle grandi piogge sull’Italia. Durante la prima decade di ottobre, l’Europa sarà contesa tra un vasto serbatoio di aria fredda in discesa dalla Russia e profonde depressioni in sviluppo sull’Atlantico settentrionale. Nel mezzo resterà un anticiclone ancora robusto, pronto a resistere e a deviare le perturbazioni più organizzate lontano dal Mediterraneo.

Le proiezioni di ECMWF e GFS indicano quindi un progressivo indebolimento del caldo anomalo, accompagnato da un calo delle temperature anche marcato, ma non ancora da una vera svolta piovosa generalizzata. Il momento più interessante viene collocato intorno al 10-12 ottobre, quando il confronto tra le correnti fredde orientali e quelle oceaniche potrebbe diventare più serrato.

L’aria fredda dalla Russia avanza verso l’Europa orientale

Il primo elemento da osservare sarà la formazione di un vasto nucleo freddo tra la Russia e l’Europa orientale. Nei primi dieci giorni di ottobre le temperature potrebbero diminuire sensibilmente anche nell’area di Mosca, dove non viene esclusa la comparsa delle prime nevicate stagionali. Non si tratterebbe ancora di un’irruzione diretta verso l’Italia, ma del segnale di un’importante trasformazione della circolazione atmosferica continentale.

Tra il 9 e il 12 ottobre l’aria più fredda dovrebbe scivolare a ovest dei Monti Urali, raggiungendo progressivamente la Bielorussia, l’Ucraina, i Paesi Baltici e la parte orientale della Polonia. Il nucleo freddo resterebbe dunque inizialmente confinato sull’Europa orientale, mentre l’Italia si troverebbe ai margini di questa circolazione.

Per il nostro Paese, le previsioni indicano comunque una diminuzione delle temperature nel corso della prima decade di ottobre, potenzialmente più evidente al Nord e nelle aree interne. Al momento, però, non emerge un ingresso franco dell’aria siberiana nel Mediterraneo. Soltanto se il serbatoio freddo riuscisse successivamente a spostarsi più a ovest si aprirebbe la strada a un raffreddamento molto più severo, con massime che nelle ipotesi più estreme potrebbero rimanere inferiori ai 10°C anche in pieno giorno su alcune zone del Nord. Si tratta, tuttavia, di uno scenario condizionato e non ancora di una previsione consolidata.

Cicloni atlantici contro l’anticiclone, ma l’Italia resta ai margini

Contemporaneamente, sull’Atlantico settentrionale si svilupperanno depressioni particolarmente profonde. Una di queste raggiungerà le vicinanze delle Isole Britanniche attraverso un processo di ciclogenesi esplosiva, caratterizzato da una diminuzione della pressione centrale di almeno 24 hPa nell’arco di 24 ore.

Il ciclone tenterà di erodere il bordo occidentale dell’alta pressione europea, senza però riuscire immediatamente a demolirla. L’anticiclone continuerà quindi a rappresentare un ostacolo per le perturbazioni oceaniche dirette verso l’Italia, mantenendo i sistemi frontali più organizzati a latitudini settentrionali.

Un’altra profonda depressione atlantica potrebbe formarsi proprio intorno al 9-12 ottobre. Sarà questa la fase nella quale il confronto tra l’aria fredda russa, le correnti oceaniche e l’alta pressione diventerà più importante. Essendo una proiezione a lunga scadenza, la traiettoria del vortice non può ancora essere definita con precisione, ma il segnale principale riguarda un’atmosfera europea molto più dinamica rispetto alla stabilità che ha caratterizzato la fine di settembre.

Nonostante questo cambiamento, almeno fino al 10-12 ottobre non si intravede ancora una perturbazione atlantica robusta capace di attraversare l’Italia da Nord a Sud, distribuendo piogge diffuse e persistenti. Il passaggio all’autunno meteorologico sarà quindi evidente soprattutto sul piano termico, mentre quello pluviometrico resterà irregolare.

L’assenza di fronti organizzati non significherà necessariamente tempo asciutto ovunque. Nel corso della prima decade di ottobre potranno svilupparsi diverse aree di instabilità, con rovesci, temporali localmente intensi e persino nubifragi circoscritti. La distribuzione delle precipitazioni sarà però disordinata: alcune località potranno ricevere molta pioggia in poco tempo, mentre aree vicine potrebbero restare quasi completamente asciutte.

Il Mediterraneo, ancora molto caldo dopo l’estate, avrà un ruolo centrale nella formazione dei fenomeni. Il contrasto tra le acque calde e le infiltrazioni di aria più fresca potrà alimentare celle temporalesche soprattutto sulle aree marittime, sulle isole maggiori e sui settori peninsulari più esposti alle correnti umide. Non essendoci ancora una perturbazione ben strutturata, non è possibile individuare con largo anticipo regioni o province precise: la localizzazione dei temporali dipenderà da piccoli minimi e convergenze che potranno essere definiti soltanto a ridosso degli eventi.

La situazione appare più preoccupante per il Nord Italia, che potrebbe rimanere distante dalle zone nelle quali il Mediterraneo produrrà i fenomeni più intensi. Se le perturbazioni atlantiche continueranno a essere respinte verso le Isole Britanniche e l’Europa settentrionale, Piemonte, Lombardia, Liguria, Valle d’Aosta, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna rischieranno di prolungare la fase avara di precipitazioni, con un ulteriore aggravamento del deficit pluviometrico.

Nel frattempo, il caldo tardivo non sarà ancora completamente scomparso. Lunedì 28 settembre in Sardegna sono stati registrati valori superiori ai 30°C, mentre l’anticiclone africano ha spinto le temperature fino a 41°C nell’area di Siviglia, vicino ai 40°C alle Canarie e fino a 36°C nel Sud della Francia. Questi estremi resteranno lontani dall’Italia con l’avanzare di ottobre, ma mostrano quanto sia ancora resistente la massa d’aria subtropicale che il freddo russo e i cicloni atlantici proveranno a mettere sotto pressione.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it