Vittorio Sgarbi ricoverato al Gemelli, ore d’ansia: sarebbe in terapia intensiva

Il ricovero è confermato, ma sulle cause e sulle reali condizioni di Vittorio Sgarbi resta ancora il massimo riserbo.
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Il critico d’arte ed ex sottosegretario alla Cultura si trova nuovamente al Policlinico Gemelli di Roma. Il ricovero è stato confermato dalla struttura ospedaliera, mentre sulle sue condizioni circolano notizie preoccupanti: Sgarbi sarebbe in terapia intensiva e il suo quadro clinico viene descritto come grave. Nessun bollettino medico ha però ancora chiarito che cosa sia accaduto.

La notizia è emersa nella tarda serata di mercoledì 30 settembre ed è stata inizialmente diffusa dal quotidiano online Il Graffio. La presenza di Vittorio Sgarbi al Gemelli è stata successivamente confermata da fonti sanitarie dell’ospedale romano. Le informazioni sulla terapia intensiva e sulla gravità delle sue condizioni, invece, restano attribuite alle prime ricostruzioni giornalistiche e non risultano accompagnate, al momento, da una comunicazione clinica dettagliata.

Non sono state rese note neppure le cause del ricovero. Non è quindi possibile stabilire se il nuovo episodio sia collegato ai problemi di salute affrontati in passato oppure se sia stato determinato da un quadro differente. L’assenza di informazioni ufficiali impone cautela, soprattutto considerando la delicatezza della situazione e il riserbo mantenuto dalla struttura sanitaria.

Sgarbi, 74 anni, era già stato ricoverato al Gemelli nella primavera del 2025, quando aveva attraversato una profonda sindrome depressiva. Quel periodo era stato segnato da un forte dimagrimento, dal rifiuto di alimentarsi e da lunghi momenti di isolamento. Il critico d’arte aveva poi parlato pubblicamente delle proprie difficoltà, raccontando la fatica nello svolgere anche le attività quotidiane e nel proseguire il lavoro.

Dopo le cure aveva ripreso gradualmente alcune apparizioni pubbliche, mostrandosi tuttavia ancora fisicamente provato. Nel febbraio 2026 era apparso alla Certosa di Ferrara con il volto affaticato e il passo incerto, mentre nei mesi successivi aveva partecipato soltanto sporadicamente a eventi culturali. L’attuale ricovero rappresenta comunque un episodio distinto: in assenza di indicazioni mediche non può essere automaticamente ricondotto alla depressione o alle precedenti condizioni di salute.

Negli ultimi mesi Sgarbi era stato anche al centro di una controversia familiare e giudiziaria. La figlia Evelina aveva presentato al Tribunale civile di Roma un’istanza per la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo che il padre non fosse più in grado di occuparsi autonomamente della propria persona e dei propri interessi. Si tratta delle dichiarazioni e delle valutazioni portate avanti dalla figlia nell’ambito del procedimento, non di una diagnosi sulle condizioni attuali del critico d’arte.

L’attenzione resta ora concentrata sul Policlinico Gemelli, dal quale potrebbero arrivare nuovi aggiornamenti nelle prossime ore. Per il momento l’unico elemento confermato è il ricovero; sulle cause, sull’evoluzione del quadro clinico e sull’effettiva gravità delle condizioni non sono ancora state diffuse comunicazioni mediche ufficiali. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!