Una gigantesca struttura di plasma si è staccata dal Sole ed è ora lanciata verso la Terra. Il conto alla rovescia è già iniziato: secondo le simulazioni elaborate dalla NASA, la nube potrebbe raggiungere il nostro pianeta nelle prime ore di venerdì 2 ottobre, investendo la magnetosfera con un impatto laterale ma potenzialmente sufficiente a scatenare una tempesta geomagnetica di classe G1. Satelliti, reti elettriche e sistemi di navigazione saranno sorvegliati mentre alle alte latitudini il cielo potrebbe accendersi con aurore più estese del normale.
Tutto è cominciato il 28 settembre, quando un enorme filamento sostenuto dai campi magnetici solari ha perso stabilità ed è esploso nell’atmosfera del Sole. Il sollevamento sarebbe iniziato intorno alle 13:51 UTC, le 15:51 italiane, coinvolgendo una struttura eccezionalmente estesa, distribuita approssimativamente tra 10 gradi di latitudine sud e 45 gradi di latitudine nord. Poco meno di un’ora dopo, alle 14:36 UTC, il coronografo LASCO C2 della sonda SOHO ha individuato una brillante espulsione di massa coronale diretta nello Spazio. Il fenomeno è stato osservato anche da LASCO C3, dal coronografo CCOR-1 del satellite GOES e dalla sonda STEREO-A, mentre le immagini nell’ultravioletto hanno mostrato oscuramenti della corona, linee magnetiche in apertura e grandi arcate luminose formatesi dopo l’eruzione.
La nube espulsa dal Sole, tecnicamente definita CME, non è soltanto una massa di particelle elettricamente cariche. Al suo interno trasporta un campo magnetico capace di interagire con quello terrestre e di trasferire enormi quantità di energia alla magnetosfera. Le prime analisi della NASA hanno stimato una velocità di circa 447 chilometri al secondo per il corpo principale dell’espulsione, mentre il possibile fronte d’urto che la precede potrebbe avanzare a circa 501 chilometri al secondo. A questa velocità il materiale solare sta attraversando lo spazio interplanetario e dovrebbe coprire la distanza tra il Sole e la Terra in poco più di tre giorni.
Il modello WSA-ENLIL+Cone del Moon to Mars Space Weather Analysis Office della NASA colloca l’arrivo del fronte intorno alle 03:15 UTC del 2 ottobre, corrispondenti alle 05:15 del mattino in Italia. Esiste però una finestra d’incertezza di circa sette ore: l’impatto potrebbe quindi verificarsi già dalle 22:15 di giovedì 1° ottobre oppure slittare fino alle 12:15 di venerdì. La perturbazione collegata al passaggio della nube potrebbe protrarsi per una ventina di ore, mantenendo la magnetosfera sotto pressione per buona parte della giornata.
Le elaborazioni riunite nel CME Scoreboard rendono lo scenario ancora più interessante. La previsione mediana dei diversi modelli anticipa l’arrivo alle 01:40 UTC, le 03:40 italiane, attribuendo alla nube una probabilità del 96 per cento di raggiungere effettivamente la Terra. La traiettoria dovrebbe produrre un impatto radente, ma questo non esclude conseguenze geomagnetiche: la simulazione NASA indica infatti un indice Kp massimo compreso tra 3 e 5, con il limite superiore corrispondente proprio alla soglia di una tempesta G1.
La vera incognita è nascosta all’interno della nube e non potrà essere risolta con largo anticipo. Per provocare una tempesta geomagnetica, il campo magnetico trasportato dalla CME deve assumere soprattutto una componente rivolta verso sud, opposta a quella del campo terrestre sul lato diurno. In questa configurazione può verificarsi la riconnessione magnetica, un processo capace di aprire un canale attraverso le difese magnetiche del pianeta e trasferire energia dal vento solare alla magnetosfera. Se la componente meridionale sarà intensa e persistente, l’attività geomagnetica potrà crescere rapidamente; se invece il campo sarà orientato verso nord, l’interazione risulterà più debole.
È proprio questo dettaglio a rendere l’arrivo del 2 ottobre così difficile da prevedere con esattezza. L’orientamento interno della CME sarà misurato con maggiore precisione soltanto quando il fronte raggiungerà i satelliti collocati nei pressi del punto lagrangiano L1, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Gli strumenti di DSCOVR e ACE potranno allora rilevare l’aumento della velocità e della densità del vento solare, insieme all’intensità e alla direzione del campo magnetico interplanetario, lasciando generalmente tra 15 e 60 minuti prima che la perturbazione investa pienamente la magnetosfera terrestre.
Una tempesta G1 rappresenta il primo gradino della scala geomagnetica NOAA, ma può comunque lasciare segnali riconoscibili. Sono possibili deboli oscillazioni nelle reti elettriche, soprattutto alle alte latitudini, mentre alcuni satelliti potrebbero subire variazioni nelle condizioni operative e richiedere un monitoraggio più attento. Il riscaldamento dell’alta atmosfera può inoltre modificarne temporaneamente la densità, aumentando la resistenza incontrata dai satelliti nelle orbite più basse e introducendo disturbi nella propagazione dei segnali utilizzati dai sistemi di navigazione.
L’effetto più spettacolare potrebbe però manifestarsi nei cieli delle regioni polari. L’energia immessa nella magnetosfera accelera particelle cariche lungo le linee del campo terrestre, spingendole verso l’alta atmosfera, dove le collisioni con ossigeno e azoto producono le caratteristiche tende luminose verdi, rosse, blu e violacee. Se l’attività raggiungerà davvero il livello G1, l’ovale aurorale potrebbe allargarsi e rendere le aurore particolarmente intense su Scandinavia, Islanda, Canada settentrionale e Alaska. La reale estensione dipenderà tuttavia dalla forza dell’impatto e, ancora una volta, dall’orientamento magnetico della nube.
Le prossime ore saranno quindi decisive. La CME è stata individuata, la traiettoria è stata calcolata e l’arrivo appare probabile, ma il suo potenziale geomagnetico rimarrà in parte nascosto fino a quando la nube non sarà ormai vicinissima alla Terra. Sarà allora che i satelliti di monitoraggio potranno stabilire se il 2 ottobre assisteremo soltanto a una perturbazione del campo magnetico oppure all’innesco di una vera tempesta geomagnetica G1. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
