Dagli aerei alle sedi di televisioni e radio, la nuova giornata di allarmi in Europa ha esteso le operazioni di sicurezza oltre gli aeroporti. Venerdì 6 novembre altre minacce hanno interessato collegamenti con Roma, Praga, Sofia e la Francia, mentre in Irlanda sono stati evacuati gli uffici di diverse organizzazioni giornalistiche. Le segnalazioni hanno provocato deviazioni, controlli e interruzioni delle attività: negli episodi verificati finora non sono stati trovati ordigni. Resta da accertare chi abbia inviato le minacce e quali casi siano effettivamente collegati.
Uno degli episodi ha riguardato il volo FR8196 Roma–Lisbona, commercializzato da Ryanair e operato da Malta Air. Il Boeing, partito da Fiumicino nella prima mattinata, ha raggiunto la capitale portoghese, dove è stata attivata un’operazione di sicurezza dopo la segnalazione di una possibile bomba. Non si è trattato, quindi, di una deviazione verso un aeroporto alternativo: Lisbona era la destinazione prevista. Secondo la ricostruzione riferita dall’ANSA, l’allerta alla Polizia di pubblica sicurezza portoghese è stata trasmessa telefonicamente da un appartenente alle forze dell’ordine, la cui identità è stata verificata dalla Polizia giudiziaria.
Diversa la situazione del Wizz Air Praga–Roma Fiumicino, deviato all’aeroporto Marco Polo di Venezia dopo una minaccia telefonica anonima. A bordo si trovavano 190 passeggeri e otto componenti dell’equipaggio, tutti fatti sbarcare per consentire le verifiche. Sono intervenuti artificieri, unità cinofile della Polizia di frontiera, vigili del fuoco e personale sanitario. L’attivazione delle procedure di emergenza ha comportato la sospensione del traffico aereo per circa un’ora, con ritardi e ripercussioni sull’operatività dello scalo. L’allarme è rientrato poco dopo le 12.30, al termine dei controlli; le persone sbarcate sono state assistite dal gestore aeroportuale e dai soccorritori.
Nella Repubblica Ceca il bilancio comunicato dalla portavoce dell’aeroporto Václav Havel, Denisa Hejtmánková, è di nove voli minacciati, tra arrivi e partenze. Le segnalazioni hanno riguardato collegamenti in ingresso da Danimarca, Spagna e Regno Unito e in uscita verso Paesi Bassi, Cipro, Romania, Italia e Regno Unito. La polizia ceca ha riferito che le misure adottate hanno avuto un impatto limitato sulle normali attività aeroportuali. Sul fronte dei collegamenti con Sofia, il ministro della Difesa ungherese Romulusz Ruszin-Szendi ha comunicato l’intervento dei caccia per accompagnare nello spazio aereo nazionale tre velivoli: un Bruxelles–Sofia e due voli da Praga diretti rispettivamente a Bucarest e a Cipro.
Anche a Copenaghen la polizia è tornata in aeroporto per nuove minacce contro il traffico aereo. La valutazione preliminare degli investigatori è che non vi fosse, né vi fosse stato, un pericolo per i passeggeri e per le altre persone presenti. In Francia, gli uffici del primo ministro hanno invece confermato quattro nuovi allarmi relativi ad aerei che sorvolavano il territorio nazionale: tutti sono atterrati senza problemi e sono state disposte le ispezioni degli artificieri. Le autorità francesi hanno annunciato accertamenti sull’origine delle segnalazioni.
In Irlanda le minacce hanno raggiunto direttamente il mondo dell’informazione. La sede della RTÉ, il servizio pubblico radiotelevisivo, è stata evacuata dopo l’arrivo di un’e-mail, inviata anche ad altre organizzazioni giornalistiche irlandesi e britanniche. Presentatori e dipendenti hanno lasciato gli edifici del campus di Donnybrook, a Dublino, mentre sul posto è intervenuta la Garda, la polizia irlandese, anche con personale dell’unità di risposta armata. L’emittente ha comunicato l’evacuazione e l’avvio degli accertamenti sulle minacce.
L’allerta ha coinvolto anche gli uffici dell’Irish Independent e la radio Newstalk. Quest’ultima ha ripreso le trasmissioni alle 10 GMT, le 11 italiane, dopo che al personale era stato consentito di rientrare: la conduttrice Claire Byrne ha riferito in diretta che l’allarme era stato giudicato infondato. La RTÉ ha invece ripristinato l’informazione attraverso una postazione esterna, mentre proseguivano i controlli degli edifici. Il messaggio ricevuto dal servizio pubblico minacciava un’esplosione entro 45 minuti.
Gli episodi arrivano dopo le allerte del 3 e del 5 novembre. Giovedì un Aer Lingus Dublino–Roma era stato deviato alla base militare francese di Évreux, mentre un Finnair Helsinki–Roma era stato accompagnato dai caccia fino a Fiumicino. Un Wizz Air partito da Malpensa e diretto a Varsavia era invece atterrato a Vienna. Le deviazioni e le scorte militari hanno interessato soltanto una parte dei collegamenti segnalati: altri aerei hanno raggiunto la destinazione programmata prima di essere sottoposti ai controlli.
In Italia è arrivato anche un primo sviluppo giudiziario: la Procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo per procurato allarme, a carico di ignoti, sui due voli provenienti da Salonicco e Porto arrivati giovedì a Malpensa. Le verifiche non hanno individuato esplosivi; la Polizia postale lavora per risalire ai mittenti delle comunicazioni. Il primo ministro irlandese Micheál Martin, in una nota ufficiale, ha indicato come probabile un’azione coordinata, spiegando che polizia, Difesa e autorità competenti per cybersicurezza e aviazione sono impegnate negli accertamenti. Si tratta di una valutazione ancora da confermare: non è stata stabilita una responsabilità comune per l’intera sequenza di minacce. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
